I migliori album rap del 2016 secondo Rolling Stone. FOTO

La rivista americana ha compilato una lista che ripercorre tutto il meglio sentito quest'anno nel territorio di hip hop e dintorni: fra i nomi più noti compaiono i soliti Kanye West e Drake, ma anche una serie di artisti emergenti come la giovane Noname. LA FOTOGALLERY

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    "I don't make songs for free, I make'em for freedom", ovvero "Non faccio canzoni gratis, ma per la libertà”: questa una delle frasi chiave di “Coloring book”, il miglior album rap del 2016 secondo la classifica compilata dal magazine "Rolling stone". Chance the Rapper, alla terza prova discografica, riesce a fondere tutte “le sue speranze e paure dando a ogni cosa un colore spirituale”, scrive la rivista - Il sito ufficiale di Chance the Rapper
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    Un Golia dell'hip hop come Kanye West riesce a guadagnarsi la medaglia d'argento anche con il primo dei suoi album a non poter vantare nemmeno un singolo da top 20. "Rolling stone" descrive “The life of Pablo” come uno dei più eterogenei e confusionari dischi del rapper. Ma la tanta carne al fuoco è di ottima qualità - Kanye West incontra Donald Trump
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    Terzo posto per “Jeffery” di Young Thug, un artista definito come “iconoclasta” e “dalla voce inimitabile”. “Rolling stone” estrae dal lotto la canzone “Pick up the iPhone”, a testimonianza del talento di Young Thug - Il sito ufficiale di Young Thug
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    Danny Brown segue al quarto posto con la sua “Atrocity exibition”, una “mostra di atrocità” che, come in passato, rivela come la tematica del sesso sia ancora centrale per il rapper di Detroit. L'album, secondo “Rolling stone”. è “un esercizio scomodo e teso di autoflagellazione” - Il sito ufficiale di Danny Brown
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    Vecchia conoscenza degli anni Novanta, gli A Tribe Called Quest vincono giocando la carta della nostalgia con il loro “We got it from here... Thank you 4 your service”. È loro il quinto miglior album rap dell'anno - Il sito ufficiale degli A Tribe Called Quest
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    Un altro nome di punta della scena hip hop si guadagna il sesto posto: “Views” di Drake è “una lettera d'amore alla sua città natale, Toronto”. Dalla quale prende in prestito “i profondi legami della città con la cultura afro-caraibica” - Drake agli American music awards
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    Future confeziona con “Evol” un disco che lo proietta verso il “superstardom mainstream”, il grande successo di massa. Questo perché l'orecchiabilità non manca, anche se, scrive “Rolling stone”, è quella del tipo “buono e pulito” - Il sito ufficiale di Future
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    “Cattivi” sin dal nome, i Death Grips offrono pane per i denti del rap più duro, mescolando nell'ultimo “Bottomless pit” punk, provocazioni, elettronica e “latrati d'energia” - Il sito ufficiale dei Death Grips
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    “La più grande forza di Yg è quella di essere diretto”, scrive “Rolling stone” aprendo la sua posizione numero 9 dedicata a “Still brazy”. Basti dire che il titolo di una delle sue canzoni suona, in italiano, come un “Vaffa... Donald Trump”. Le tematiche sociali, dalla violenza al razzismo, non mancano e rispettano la tradizione originaria del rap di denuncia - Il sito ufficiale di Yg
  • Chiude la top ten la venticinquenne Noname, il cui debutto con “Telephone” è stato un successo di critica che promette molto bene. Lontana dalle pose da star, il passato da poetessa di Noname, scrive “Rolling stone”, è facilmente riconoscibile, così come la quiete di una penna mossa da un “cuore gentile” (foto dal profilo Instagram di Noname) - Il sito ufficiale di Noname