Retrospettiva a luce solida, l'opera di Fabio Mauri in mostra a Napoli

Il museo Madre ospita fino al 6 marzo 2017 una grande esposizione dedicata a uno dei maggiori esponenti internazionali delle neo avanguardie del Novecento. Presenti oltre 100 tra opere, documenti e azioni, tra cui le performance originali ricreate per l’occasione. FOTO

  • Napoli ospita la più completa esposizione dedicata a Fabio Mauri. Il museo Madre fino al 6 marzo 2017 è teatro della la mostra “Retrospettiva a luce solida”, con le opere del maestro neo-avanguardista (nella foto © Amedeo Benestante: Il Muro Occidentale o del Pianto, 1993 © Fabio Mauri con citazione di parte di fotografia “Ebrea”, 1971 di Elisabetta Catalano / Fabio Mauri e Pier Paolo Pasolini alle prove di Che cosa è il Fascismo 1971) - Una mostra e un documentario su Fabio Mauri
  • Durante il periodo della mostra saranno riproposte alcune delle più famose azioni performative dell’artista (nella foto © Amedeo Benestante, performance con opera Europa Bombardata, re_enactment dell’azione originale con la stessa performer del 1978, Danka Schröder. Nell’edizione originale, nell’impossibilità di costruire l’intera scena immaginata (i forni crematori di Buchenwald), Mauri installa una targa con la frase “Il bombardamento dell’Europa non si potrà e effettuare per motivi di sicurezza”) - Pistoletto e Mauri, due Maestri a Bergamo
  • La mostra è curata da Laura Cherubini e Andrea Viliani (nella foto © Amedeo Benestante, performance con opera Espressionista. La performance è estrapolata da Gran Serata Futurista 1909-1930 (1980), eseguita per la prima volta al Teatro Olimpico di Roma. Un ragazzo, vestito da sciatore d’epoca, si muove tra il pubblico, lo osserva, lo ritrae e lascia in dono i suoi disegni) - Arte e fotografia, tutte le grandi mostre del 2016
  • Le opere e azioni di Mauri comprendono pittura, disegno, scultura, installazione, performance (nella foto © Amedeo Benestante, performance che riprende l’analoga “senza titolo”, eseguita per la prima volta allo Studio Casoli di Milano, l’azione affronta il tema dell’assenza di ideologia come pensiero estremo: nel vestirsi e spogliarsi davanti a uno specchio e due rastrelliere piene di abiti, una donna cerca un’identità in un mondo in cui l’abbattimento dei valori porta all’impossibilità di decidere) - Una mostra e un documentario su Fabio Mauri
  • Le opere in mostra indagano la storia europea del “secolo breve” nei suoi conflitti e nelle sue contraddizioni (nella foto: Perché un pensiero intossica una stanza, 1972 © Foto: Genevieve Hanson, Courtesy Estate Fabio Mauri; Hauser & Wirth) - Pistoletto e Mauri, due Maestri a Bergamo
  • Organizzata in stretta collaborazione con lo Studio Fabio Mauri, la mostra al MADRE è la più completa mai dedicata all’artista negli ultimi due decenni (nella foto © Amedeo Benestante, performance con opera Ideologia e natura, 1973, re-enactment dell’azione originale. Nel corso della performance, realizzata per la prima volta alla Galleria Duemila di Bologna, una giovane ragazza in divisa fascista di “Piccola Italiana” si spoglia e si riveste molte volte, spesso senza un ordine logico) - Arte e fotografia, tutte le grandi mostre del 2016
  • La retrospettiva comprende più di cento fra opere, azioni e documenti, in un percorso che trasforma l’intero museo in un’esperienza critica dalla struttura molteplice, in cui l’opera si confronta con il suo progetto (nella foto © Amedeo Benestante, performance con opera Ideologia e natura. Le variazioni nel modo di vestirsi con gli stessi indumenti modificano il valore ideologico della divisa) - Una mostra e un documentario su Fabio Mauri
  • Nella mostra è evidente la matrice performativa e teatrale della ricerca dell’artista, con una selezione delle più importanti azioni di Mauri che verranno riproposte periodicamente durante l’arco dell’esposizione (nella foto © Amedeo Benestante, performance con opera Ideologia e natura. Il percorso verso la nudità simbolica evidenzia l’idea di natura che prevale su ogni abito imposto dalla cultura e dall’immaginazione ideologica di un determinato periodo storico) - Pistoletto e Mauri, due Maestri a Bergamo
  • Su un piccolo palcoscenico sono anche presentati materiali (schizzi, maquette e fotografie di scena) della prima opera teatrale di Mauri, il monologo intitolato L’isola (nella foto: Intellettuale, “Il Vangelo secondo Matteo” di/su Pier Paolo Pasolini, 1975, Galleria Comunale d’Arte Moderna, Bologna © Foto: Antonio Masotti, Courtesy Estate Fabio Mauri; Hauser&Wirth) - Arte e fotografia, tutte le grandi mostre del 2016
  • Il percorso della mostra procede cronologicamente e per gruppi di opere, fino a tornare al suo punto di partenza, in cui sono esposte le opere con cui, dalla seconda metà degli anni Cinquanta, l’artista inizia ad esplorare la dimensione della comunicazione di massa (nella foto © Amedeo Benestante, performance con opera Senza ideologia donna. Dal 1975 Fabio Mauri comincia a proiettare immagini su corpi e oggetti, interpretati come testimoni della storia) - Una mostra e un documentario su Fabio Mauri
  • All’esterno del museo, sul tetto-terrazzo, è presentata l’opera La resa (2002): una bandiera bianca issata su un palo, definizione dello stato d’impotenza del giudizio di fronte alla complessità del mondo, ma anche estremo tentativo o atto di comunicazione (nella foto © Amedeo Benestante, performance con opera Senza ideologia uomo. La fisicità del raggio luminoso che parte dal proiettore e si trasmette sullo schermo (oggetto o corpo) diventa metafora della nascita e della trasformazione del significato) - Pistoletto e Mauri, due Maestri a Bergamo
  • Nella foto: Senza arte, 1975, de Gastyne, “Giovanna D’Arco”, Proiezione su donna, Galleria Punto Blu, Reggio Calabria © Performance: Fabio Mauri © Foto: Elisabetta Catalano, Courtesy Estate Fabio Mauri; Hauser & Wirth - Arte e fotografia, tutte le grandi mostre del 2016
  • Sono presenti anche le proiezioni in 16mm degli anni Settanta su corpi ed oggetti, alcune tratte dalla performance realizzata con Pier Paolo Pasolini nel 1975, in cui il regista divenne “schermo” del suo stesso film (nella foto: Intellettuale - “Il Vangelo secondo Matteo” di/su Pier Paolo Pasolini, 1975 (La madre di Pier Paolo Pasolini nel ruolo di Maria di Nazaret), Galleria Comunale d’Arte Moderna, Bologna © Foto: Antonio Masotti, Courtesy Estate Fabio Mauri; Hauser & Wirth) - Una mostra e un documentario su Fabio Mauri
  • La sezione finale della mostra è dedicata all’integrale corpus delle maquette architettoniche che ricostruiscono le principali mostre di Mauri, presentate per la prima volta insieme in una mostra personale dell’artista (nella foto Theatrum unicum artium, 2007 © Foto: Giorgio Benni, Courtesy Estate Fabio Mauri; Hauser & Wirth) - Pistoletto e Mauri, due Maestri a Bergamo
  • Nella foto © Amedeo Benestante, performance con opera Espressionista. La presenza degli sci ai piedi muta il rapporto dell’individuo con il luogo (teatro prima, museo oggi) introducendo un elemento esterno, simbolo della presenza solitaria e inospitale dell’artista nel mondo, che compie, con fatica, il tragitto dell’arte) - Arte e fotografia, tutte le grandi mostre del 2016
  • Fabio Mauri (Roma, 1926-2009) è stato uno dei magistrali esponenti delle neo-avanguardie della seconda metà del XX secolo (nella foto: Sinatra, 1964, stampa fotografica a getto su schermo) - Una mostra e un documentario su Fabio Mauri
  • La prima mostra personale di Mauri, nel 1955 alla Galleria Aureliana di Roma, è presentata da Pier Paolo Pasolini (nella foto © Amedeo Benestante, performance che omaggia l’omologa “senza titolo”) - Pistoletto e Mauri, due Maestri a Bergamo
  • Pasolini e Mauri avevano fondato insieme nel 1942 la rivista “Il Setaccio” e tornarono a collaborare ancora negli anni Settanta, alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna (nella foto: Rebibbia 1, 2006, cassettiera in ferro con proiezione © Foto: Sandro Mele, Courtesy Estate Fabio Mauri; Hauser & Wirth) - Arte e fotografia, tutte le grandi mostre del 2016
  • La mostra “Retrospettiva a luce solida” dedicata all’opera di Fabio Mauri è visitabile al museo Madre di Napoli fino al 6 marzo 2017 (nella foto © Amedeo Benestante, performance con opera Espressionista) - Una mostra e un documentario su Fabio Mauri