Scala, Roberto Bolle danza Mozart in “Il giardino degli amanti”: FOTO

Una nuova produzione assoluta, un balletto su musica da camera creato dal coreografo Massimiliano Volpini che apre l’anno dedicato al celebre compositore. A cura di Chiara Ribichini

  • Con “Il giardino degli amanti”, come ha sottolineato il sovrintendente del Teatro alla Scala Alexander Pereira, si aprono le celebrazioni per il 225esimo anniversario della scomparsa di Wolfgang Amadeus Mozart. Archivio fotografico Fondazione Teatro alla Scala, foto: Brescia-Amisano
  • “Il giardino degli amanti” è una nuova produzione del Teatro alla Scala, affidata a Massimiliano Volpini, già danzatore della compagnia e coreografo in Italia e all’estero. Una nuova creazione sui quartetti e quintetti di Mozart. Archivio fotografico Fondazione Teatro alla Scala, foto: Brescia-Amisano
  • Si tratta di un balletto su musica da camera che segue “Cello Suites”, andato in scena lo scorso anno, confermando, come sottolinea il sovrintendente Pereira, il desiderio di unire la danza a una musica “che dà finezza, sensibilità, che esprime un amore per il dettaglio”. Archivio fotografico Fondazione Teatro alla Scala, foto: Brescia-Amisano - “Cello Suites”: la danza incontra la musica da camera
  • In “Il giardino degli amanti” , come spiega in conferenza stampa il coreografo Massimiliano Volpini, ci sono “solo 7 musicisti. Tutti di altissimo livello. Sono parte dello spettacolo, veri e propri protagonisti. E sono in costume anche loro”. Archivio fotografico Fondazione Teatro alla Scala, foto: Brescia-Amisano
  • “Il giardino degli amanti” è già la seconda nuova produzione del Teatro alla Scala sui primi quattro titoli della stagione. La prima è stata “Cinderella”, nuova coreografia del neo direttore Mauro Bigonzetti - Cinderella, la nuova produzione di Mauro Bigonzetti
  • “Per me è la grande opportunità, l’occasione della vita. E’ arrivata al momento giusto perché sento di avere la giusta serenità per affrontare questa sfida. Non sento infatti il bisogno di dover dimostrare di aver un linguaggio coreografico all’avanguardia perché vedo il balletto come un insieme” confessa il coreografo Massimiliano Volpini. Archivio fotografico Fondazione Teatro alla Scala, foto: Brescia-Amisano
  • E spiega: “Non ho paura di usare il linguaggio della danza classica. Non serve il passo nuovo. Ma è nelle modalità in cui si mette in scena una storia che si può fare qualcosa di nuovo. E in questo caso anche la storia è nuova, tutta inventata”. Archivio fotografico Fondazione Teatro alla Scala, foto: Brescia-Amisano
  • Sul palco i personaggi di Mozart. Figaro, il Conte di Almaviva, Susanna e Rosina, Don Giovanni e Leporello. Ma anche “un uomo e una donna” (interpretati nelle prime recite da Roberto Bolle e Nicoletta Manni), la coppia principale che si separa, si perde nel labirinto e si ritroverà solo alla fine, trasformata. Archivio fotografico Fondazione Teatro alla Scala, foto: Brescia-Amisano
  • I personaggi raccontano le loro storie in una sorta di divertissement. “Sono stato molto rispettoso nei confronti di Mozart. Ho cercato di fare un balletto alla Mozart, cioè di trovare quella leggerezza, quell’attenzione al dettaglio. Il suo mondo, i suoi giochi” spiega Volpini
  • Sul palco l’étoile Roberto Bolle. “Cinderella era stata la mia prima creazione alla Scala e questa è già la seconda. All’estero, ad esempio al Royal Ballet di Londra, viene dato molto spazio ai talenti coreografici. Mi piacerebbe che anche Milano avesse un altro teatro dedicato a questo” dice. Archivio fotografico Fondazione Teatro alla Scala, foto: Brescia-Amisano
  • E sul rapporto artistico con il coreografo Volpini, già sperimentato in Prototype (andato in scena alla Scala per il Galà des Etoiles con cui si è chiuso Expo 2015, dice: “C’è una fiducia reciproca, ci siamo affidati l’uno all’altro”. Archivio fotografico Fondazione Teatro alla Scala, foto: Brescia-Amisano - Il Galà per la chiusura di Expo
  • “E’ un progetto nuovo anche per il coraggio di inventare una storia nuova. Ci siamo innamorati di questa musica. Cè una perfetta coesione con i musicisti. E’ la prima volta che balliamo insieme” aggiunge Bolle. Archivio fotografico Fondazione Teatro alla Scala, foto: Brescia-Amisano
  • Questo viaggio nell’universo mozartiano ammicca al ‘700 anche nelle scenografie e nei costumi, curati da Erika Carretta. “Ho cercato di realizzare qualcosa di leggero e colorato, che desse l’idea di un divertissement. Il Settecento vuoi dire volumi E’ un Settecento svuotato"
  • La coppia principale vedrà protagonisti l’étoile Roberto Bolle, con Nicoletta Manni e per due recite con Virna Toppi; Nicola Del Freo con Virna Toppi e Martina Arduino. Archivio fotografico Fondazione Teatro alla Scala, foto: Brescia-Amisano
  • Numerosi i personaggi mozartiani che popolano il giardino. Lo spettacolo sarà in scenta al Teatro alla Scala dal 9 aprile. Archivio fotografico Fondazione Teatro alla Scala, foto: Brescia-Amisano