Giulio Obici, il flaneur detective in mostra a Venezia

Nell’ambito della rassegna "Tre Oci/Tre Mostre", è stata allestita anche una personale dedicata al giornalista e fotografo italiano che ha raccontato i grandi cambiamenti del nostro paese attraverso scatti presto diventati iconici. FOTO

  • Giulio Obici è nato a Venezia nel 1934 ed è scomparso a Lago di Garda nel 2011. Da inviato speciale di Paese Sera ha seguito il terrorismo da Piazza Fontana al delitto Moro e i grandi eventi giudiziari italiani. Oltre che inviato speciale, Obici è stato anche un grande fotografo, come dimostra questa retrospettiva veneziana (Credit: Gambe sospese, Milano, 2001 © Giulio Obici) -
    Giulio Obici è nato a Venezia nel 1934 ed è scomparso a Lago di Garda nel 2011. Da inviato speciale di Paese Sera ha seguito il terrorismo da Piazza Fontana al delitto Moro e i grandi eventi giudiziari italiani. Oltre che inviato speciale, Obici è stato anche un grande fotografo, come dimostra questa retrospettiva veneziana (Credit: Gambe sospese, Milano, 2001 © Giulio Obici) - Info sulla mostra
  • In mostra a Venezia 68 immagini, tra le quali 50 fotografie inedite, tutte risalenti a un archivio che è venuto formandosi nel corso degli ultimi anni grazie al lavoro del curatore Renato Corsini e di sua figlia Olivia (Credit: Santo Stefano di Cadore 1997 © Giulio Obici) -
    In mostra a Venezia 68 immagini, tra le quali 50 fotografie inedite, tutte risalenti a un archivio che è venuto formandosi nel corso degli ultimi anni grazie al lavoro del curatore Renato Corsini e di sua figlia Olivia (Credit: Santo Stefano di Cadore 1997 © Giulio Obici) - Arte e fotografia, le grandi mostre in arrivo nel 2016
  • Una foto, un racconto, un’immagine, una storia: questo era il modo di fotografare di Obici fin dagli esordi nel 1954. Un buon esempio di questo metodo è questo scatto milanese del 1999, in cui una lattina buttata a terra svela molti aspetti sullo stato del nostro paese (Credit: Milano 1999 © Giulio Obici) -
    Una foto, un racconto, un’immagine, una storia: questo era il modo di fotografare di Obici fin dagli esordi nel 1954. Un buon esempio di questo metodo è questo scatto milanese del 1999, in cui una lattina buttata a terra svela molti aspetti sullo stato del nostro paese (Credit: Milano 1999 © Giulio Obici) - Frida Kahlo, i ritratti fotografici di Leo Matiz in mostra a Bologna
  • Obici utilizzava una Leica M con cui fotografava esclusivamente in bianco e nero. Stampava da sé le proprie foto  (Credit: Soave 2001 © Giulio Obici) -
    Obici utilizzava una Leica M con cui fotografava esclusivamente in bianco e nero. Stampava da sé le proprie foto (Credit: Soave 2001 © Giulio Obici) - Orsi polari, lepri artiche e lupi: immagini da un mondo bianco. FOTO
  • L’Italia di Obici viene raccontata sempre attraverso un punto di vista originale: dai cartelloni pubblicitari a quelli elettorali, passando per le insegne inutilizzate e arrugginite, le vetrine abbandonate (Credit: Danta Di Cadore 2009 © Giulio Obici) -
    L’Italia di Obici viene raccontata sempre attraverso un punto di vista originale: dai cartelloni pubblicitari a quelli elettorali, passando per le insegne inutilizzate e arrugginite, le vetrine abbandonate (Credit: Danta Di Cadore 2009 © Giulio Obici) - "Ascolto il tuo cuore, città". Basilico in mostra a Milano: LE FOTO
  • Scrivono i curatori: “Forte è la percezione della consapevolezza di un senso di decadenza e di mediocrità, di degrado e omologazione verso cui si avviava l’Italia” (Credit: Milano 1993 © Giulio Obici) -
    Scrivono i curatori: “Forte è la percezione della consapevolezza di un senso di decadenza e di mediocrità, di degrado e omologazione verso cui si avviava l’Italia” (Credit: Milano 1993 © Giulio Obici) - “Give Peace another Chance”, la New York di Andy Warhol. FOTO
  • Grazia Neri ha definito Obici “un detective discreto della macchina fotografica”. Ha scritto di lui: “Obici è il vero grande ‘flâneur’ dei nostri giorni. Evitando qualsiasi oleografia o intento celebrativo, perlustra la città curioso degli intrighi visivi suggeriti da composizioni fotografiche che raccolgono di tutto: i cartelloni pubblicitari, le miserie, le vetrine assurde che si accoppiano con le reliquie urbane” (Credit: Cherso 1984 © Giulio Obici) -
    Grazia Neri ha definito Obici “un detective discreto della macchina fotografica”. Ha scritto di lui: “Obici è il vero grande ‘flâneur’ dei nostri giorni. Evitando qualsiasi oleografia o intento celebrativo, perlustra la città curioso degli intrighi visivi suggeriti da composizioni fotografiche che raccolgono di tutto: i cartelloni pubblicitari, le miserie, le vetrine assurde che si accoppiano con le reliquie urbane” (Credit: Cherso 1984 © Giulio Obici) - Up Close & Personal, foto d'autore in vendita online
  • “Le fotografie di Obici lasciano un segno e diventano momento storicizzante - ha scritto Gianni Berengo Gardin, altro noto foto-reporter italiano, sottolineando il perfezionismo di Obici - La perfezione formale, la cura dei toni, la precisione nel rilevare le superfici sono tutte doti non formalistiche che inducono nell’osservatore - parlo per me, almeno – quella sorta di sintonia e pace che si trova davanti a un classico” (Credit: Gardone Riviera 1988 © Giulio Obici) -
    “Le fotografie di Obici lasciano un segno e diventano momento storicizzante - ha scritto Gianni Berengo Gardin, altro noto foto-reporter italiano, sottolineando il perfezionismo di Obici - La perfezione formale, la cura dei toni, la precisione nel rilevare le superfici sono tutte doti non formalistiche che inducono nell’osservatore - parlo per me, almeno – quella sorta di sintonia e pace che si trova davanti a un classico” (Credit: Gardone Riviera 1988 © Giulio Obici) - "Mostri a Venezia", foto-denuncia di Gianni Berengo Gardin
  • Il titolo della mostra viene da un libro pubblicato da Marsilio nel 2015: “Il flâneur detective” una serie di racconti sulla fotografia e non solo che Obici aveva scritto verso la fine degli anni Novanta (Credit: Muslone Lago di Garda 1991 © Giulio Obici) -
    Il titolo della mostra viene da un libro pubblicato da Marsilio nel 2015: “Il flâneur detective” una serie di racconti sulla fotografia e non solo che Obici aveva scritto verso la fine degli anni Novanta (Credit: Muslone Lago di Garda 1991 © Giulio Obici) - "Conoscere e amare l'Italia": a Milano le foto di Bazzoni
  • La mostra resterà aperta fino al 28 Marzo 2016 (Credit: n. 25 Milano 1999 © Giulio Obici) -
    La mostra resterà aperta fino al 28 Marzo 2016 (Credit: n. 25 Milano 1999 © Giulio Obici) - "Ascolto il tuo cuore, città". Basilico in mostra a Milano: LE FOTO
  • La mostra di Obici fa parte della rassegna “Tre Oci/Tre Mostre”, format che ogni anno porta a Venezia tre grandi mostre fotografiche. Fino al 28 Marzo sarà possibile visitare anche “Visions of Venice” di Roberto Polillo, 75 immagini di Venezia (dal piccolo al grande formato) realizzate nell'ambito di un progetto personale pluriennale dedicato alla città, che a sua volta costituisce il primo capitolo del più ampio "Impressions of the World", un lavoro fotografico che tenta di cogliere il Genius Loci di vari paesi del mondo (Credit: Canal Grande, Ca’ Foscari, 2010 © Roberto Polillo) -
    La mostra di Obici fa parte della rassegna “Tre Oci/Tre Mostre”, format che ogni anno porta a Venezia tre grandi mostre fotografiche. Fino al 28 Marzo sarà possibile visitare anche “Visions of Venice” di Roberto Polillo, 75 immagini di Venezia (dal piccolo al grande formato) realizzate nell'ambito di un progetto personale pluriennale dedicato alla città, che a sua volta costituisce il primo capitolo del più ampio "Impressions of the World", un lavoro fotografico che tenta di cogliere il Genius Loci di vari paesi del mondo (Credit: Canal Grande, Ca’ Foscari, 2010 © Roberto Polillo) - Urban Photographer of the Year 2015, gli scatti vincitori
  • Polillo utilizza la tecnica di ripresa ICM, Intentional Camera Movement - come fosse un pennello: tempi molto lunghi e movimenti di ripresa sempre diversi - verticali, orizzontali, circolari, obliqui, lenti o bruschi - fanno delle sue fotografie affascinanti rappresentazioni pittoriche della realtà. A ispirare Polillo sono grandi i pittori viaggiatori dell'Ottocento (in particolare gli orientalisti) e artisti quali Delacroix, Matisse, Renoir, Van Gogh, Turner, De Chirico (Credit: Il Ponte dei Sospiri dal ponte sul Rio del Palazzo, 2013 © Roberto Polillo) -
    Polillo utilizza la tecnica di ripresa ICM, Intentional Camera Movement - come fosse un pennello: tempi molto lunghi e movimenti di ripresa sempre diversi - verticali, orizzontali, circolari, obliqui, lenti o bruschi - fanno delle sue fotografie affascinanti rappresentazioni pittoriche della realtà. A ispirare Polillo sono grandi i pittori viaggiatori dell'Ottocento (in particolare gli orientalisti) e artisti quali Delacroix, Matisse, Renoir, Van Gogh, Turner, De Chirico (Credit: Il Ponte dei Sospiri dal ponte sul Rio del Palazzo, 2013 © Roberto Polillo) - “Removed”, scene di vita quotidiana senza smartphone. FOTO
  • La terza mostra ospitata da “Tre Oci/Tre Mostre” è “Lo specchio di Alice” curato dal Circolo Fotografico La Gondola (Credit: Maurizio Braiato  2015 © Archivio Storico Circolo Fotografico La Gondola) -
    La terza mostra ospitata da “Tre Oci/Tre Mostre” è “Lo specchio di Alice” curato dal Circolo Fotografico La Gondola (Credit: Maurizio Braiato 2015 © Archivio Storico Circolo Fotografico La Gondola) - Arte e fotografia, le grandi mostre in arrivo nel 2016
  • Le mostre della rassegna “Tre Oci/Tre Mostre” saranno aperte fino al 28 Marzo (Credit: Andrea Avezzù 2015 © Archivio Storico Circolo Fotografico La Gondola) -
    Le mostre della rassegna “Tre Oci/Tre Mostre” saranno aperte fino al 28 Marzo (Credit: Andrea Avezzù 2015 © Archivio Storico Circolo Fotografico La Gondola) - Frida Kahlo, i ritratti fotografici di Leo Matiz in mostra a Bologna