"Adolfo Wildt, l’ultimo simbolista" in mostra a Milano. FOTO

Il capoluogo lombardo rende omaggio al grande scultore italiano virtuoso del marmo, visionario interprete delle emozioni e delle aspirazioni umane. Il percorso espositivo, articolato in sei sezioni tematiche, presenta 55 sculture, 10 disegni originali e un documentario dedicato all'artista. Alla Galleria d’Arte Moderna, fino al 14 febbraio

  • GAM – Galleria d’Arte Moderna di Milano presenta “Adolf Wildt (1868–1931) l’ultimo simbolista - Durante la mostra sarà proiettato il documentario "A. Wildt - Il marmo e l'anima" di Simone Marcelli, Fabio Ferri, Barbara Ainis
  • La mostra, allestita nelle sale espositive al piano terra della Villa Reale dal 27 novembre al 14 febbraio 2016, è promossa dal Comune di Milano ed è curata da Paola Zatti, conservatore responsabile della GAM - Guarda il trailer della mostra
  • L’esposizione, realizzata con la straordinaria collaborazione dei Musées d’Orsay et de l’Orangerie di Parigi, presenta un percorso dedicato alla ricerca dello scultore milanese sulla resa plastica e materica attraverso 55 opere in gesso, marmo, bronzo, accompagnate da una serie di disegni originali e alcune opere a confronto: oltre alla Vestale di Antonio Canova, opere di Fausto Melotti, Lucio Fontana e Arrigo Minerbi Guarda il trailer della mostra (documentario di Simone Marcelli, Fabio Ferri, Barbara Ainis)
  • Nonostante il cognome d’origine germanica, Wildt nasce, si forma e muore a Milano, terreno fertile della Scapigliatura di Giuseppe Grandi, ma anche della cultura impressionista di Medardo Rosso, poi del giovane movimento futurista affascinato dall’industriale «città d’oro e di ferro» GAM galleria d'arte moderna di Milano
  • La mostra - curata da Paola Zatti, conservatore responsabile della GAM- è centrata sulla resa plastica e materica di alcuni soggetti portanti della sua produzione, proposti in molti casi in più versioni proprio per sottolineare la sua ricerca sugli effetti dei diversi materiali, ossessione di tutto il suo lavoro d’artista - Il sito ufficiale della mostra
  • Il progetto propone anche 10 disegni originali e 7 opere a confronto: oltre alla Vestale di Antonio Canova, tre opere di Fausto Melotti e una di Lucio Fontana, che furono suoi allievi alla Scuola del Marmo da lui fondata nel 1922, annessa all’Accademia di Brera nell’anno successivo "Wildt, l'ultimo simbolista"
  • Sei le sezioni che scandiscono il percorso, sviluppato in cronologia e per fasi di evoluzione artistica: Sotto l’ala dei maestri (1885-1906), La poesia del chiaroscuro (1906-1915), La famiglia mistica (1915-1918), L’asceta del marmo (1918-1926), L’architettura delle forme (1922-1926), Milano, gli amici e gli allievi. Fontana e Melotti Guarda il Trailer del documentario visibile in mostra
  • “Celebrato quest’anno a Parigi da una mostra ideata e prodotta dai Musées d’Orsay et de l’Orangerie di Parigi, Wildt attendeva una rassegna anche a Milano, città dove poté sviluppare il suo talento e dove la sua presenza lasciò un segno evidente non solo nelle successive generazioni di artisti, ma anche in diversi luoghi della nostra città” dichiara l’Assessore alla Cultura Filippo Del Corno Guarda il trailer della mostra (documentario di Simone Marcelli, Fabio Ferri, Barbara Ainis)
  • La mostra infatti intende porsi al centro di un percorso storico-artistico allargato alla città valorizzando tutte le testimonianze wildtiane ancora esistenti attraverso un itinerario tematico diffuso, dettagliatamente illustrato nel catalogo della mostra Guarda il trailer della mostra (documentario di Simone Marcelli, Fabio Ferri, Barbara Ainis)
  • Oltre al parco di Villa Reale, che ospita La Trilogia (Il Santo, Il Giovane, Il Saggio) , molte opere si possono visitare al Cimitero monumentale Guarda il trailer della mostra (documentario di Simone Marcelli, Fabio Ferri, Barbara Ainis)