Oasis, Smiths, Joy Division: Manchester musicale in mostra

La galleria Ono Arte Contemporanea di Bologna ospita dall'11 dicembre al 18 gennaio la mostra "The story so far". Un percorso per immagini a ritroso che va dalla band dei fratelli Gallagher a quella di Ian Curtis, passando per Morrissey e soci. FOTO
  • Dall'11 dicembre al 18 gennaio la galleria Ono Arte Contemporanea di Bologna ospita la mostra fotografica "Oasis - Manchester: The story so far", che omaggia le band nate nella città inglese (Liam and Noel © Jill Furmanovsky) - Liam e Noel, i fratelli terribili del rock
  • L'occasione della mostra è il ventennale dall’uscita di “Definitely Maybe”, l’album di debutto degli Oasis che insieme a “Parklife” dei Blur fece esplodere il Britpop (Noel in Guitar shop © Jill Furmanovsky) - Liam Gallagher: "Noel solista? Uno sfigato"
  • Il Britpop dei fratelli Gallagher si pose da subito in contrapposizione il grunge statunitense. Gli Oasis divennero in breve una band cult degli anni ’90 (Oasis Silouette © Jill Furmanovsky) - Liam Gallagher, un nuovo gruppo Oasis senza Noel
  • La mostra ripercorre a ritroso la storia musicale di una città come Manchester, spesso erroneamente considerata una periferia culturale d’Inghilterra (Noel Main Road © Jill Furmanovsky) - Oasis, è rottura tra Noel e Liam Gallagher
  • L’anno precedente all’uscita di “Definitely Maybe”, la band di Manchester firmò per la Creation Record, l’etichetta indipendente di Alan McGee (Noel Gallagher, Kate Moss and Burt Bacharach © Jill Furmanovsky) - Dai Beatles ai Rem, quando la band appende gli strumenti al chiodo
  • L'etichetta aveva alle spalle una gloriosa storia, avendo promosso band come Primal Screem, Jesus and Mary Chain, My Bloody Valentine. Ma Manchester negli anni '80 significava soprattutto gli Smiths di Morrissey (The Smiths © Stephen Wright) - Morrissey, primo concerto vegetariano
  • La storia della musica è strettamente legata a Manchester: tante realtà degli anni ‘70 e ’80 arrivavano dalla città mancuniana, prime fra tutte Joy Division, Happy Mondays e Stone Roses (Joy Division © Martin O'Neill) - Joy Division, il lato oscuro della musica
  • Una parte importante dell'esposizione è dedicata ai Joy Division, una band post-punk rivoluzionaria, che con solo due album all'attivo è considerata una pietra miliare della musica (Joy Division © Pierre René-Worms) - Storm Thorgerson, in mostra le più belle copertine del rock
  • La band era costituita da Ian Curtis (voce), Bernard Sumner (chitarra e tastiere), Peter Hook (basso) e Stephen Morris (batteria e percussioni). (Joy Division © Pierre René-Worms) - My Back Pages, la storia del rock per immagini
  • "Unknown Pleasures" e "Closer" sono i due osannati dischi dei Joy Division, uniche perle prima del suicidio del leader Ian Curtis alla vigilia del primo tour americano (Joy Division © Pierre René-Worms) - Musica, "Whole Lotta Love" è il miglior riff di sempre
  • Il suicidio di Curtis, nel maggio del 1980, causò lo scioglimento della band, i cui membri decisero di proseguire con un nuovo gruppo, i New Order (Joy Division © Pierre René-Worms) - Dai Beatles ai Radiohead: le rock band a forma di Lego. FOTO
  • La mostra di Bologna ripercorre la storia a ritroso, dal 1996, anno in cui gli Oasis lasciano Manchester per Londra, al 1976, anno della formazione dei Joy Division di Ian Curtis (Joy Division © Pierre René-Worms) - Joy Division vs Playmobil
  • Le foto in mostra sono opera di grandi nomi come Jill Furmanovsky, Martin O'Neill, Pierre René-Worms e Stephen Wright (Joy Division © Martin O'Neill) - Joy Division, il lato oscuro della musica