"Roma città aperta" rivive con la pellicola restaurata

Il film di Roberto Rossellini, capolavoro del Neorealismo, è stato restaurato dai tecnici della cineteca di Bologna e verrà proiettato in Piazza Maggiore il 3 luglio. Il lavoro, durato alcuni mesi, è stato effettuato sui nastri originali del 1945. FOTO
  • "Roma città aperta", il capolavoro di Roberto Rossellini girato tra mille difficoltà nel 1945, rivive grazie al restauro della pellicola - La recensione di Roma città aperta
  • Il film è diventato il simbolo del Neorealismo italiano. Venne girato a pochi mesi dalla fine della guerra in una città ancora spettrale. Si racconta che Rossellini comprò la pellicola al mercato nero - Cinema italiano: da non professionisti a protagonisti
  • "Roma città aperta" lanciò la carriera di Anna Magnani e Aldo Fabrizi. I personaggi di Pina e don Pietro sono entrati nell'immaginario del cinema italiano, così come la famosa corsa dell'attrice romana prima di essere uccisa - "C'era una volta in America": così non si è mai visto
  • Il film, manifesto del Neorealismo, venne presentato in concorso a Cannes 1946 e vinse il Grand Prix come miglior pellicola. Ottenne anche una nomination agli Oscar per la migliore sceneggiatura originale - Un americano a Roma sotto il cielo di Sky
  • Presentato nel settembre del 1945, il film ebbe scarso successo. Solo dopo vari premi e riconoscimenti fu apprezzato unanimemente. In alcuni paesi, tra i quali Germania e Argentina, venne inizialmente vietata la proiezione - Bertolucci: 70 anni e "Novecento" restaurato
  • A distanza di 68 anni il film torna a nuova vita grazie al restauro curato dalla cineteca di Bologna. E il 3 luglio verrà proiettato in Piazza Maggiore per il festival del Cinema ritrovato - La recensione di Roma città aperta
  • Il merito del restyling è degli addetti del laboratorio "L'immagine ritrovata" di Bologna, che negli ultimi anni ha restaurato la filmografia di Chaplin e altre 5 pellicole di Rossellini - Baciami piccina, i baci in bianco e nero
  • La cineteca ha lavorato sul negativo originale del film, che per anni era stato dato per disperso e fu ritrovato solo nel 2004. Gli 11 rulli erano nei depositi della cineteca di Roma, che ha contribuito al restauro insieme all'Istituto Luce - Isabella Rossellini: 60 anni e un destino nel nome
  • "Il film non era conservato male ma c'erano difetti della pellicola vergine e danni fisici da perforazioni o proiezioni", ha raccontato la responsabile Marianna De Sanctis. "Ogni rullo è stato lavorato per 14 ore, in tutto 150" - Cinema italiano: da non professionisti a protagonisti
  • Tra le tante operazioni c'è il lavaggio a ultrasuoni dei rulli, il passaggio allo scanner per la trasformazione in digitale. A questo punto il film scorre al computer per correggere strappi, righe, aloni e presenti su immagini in movimento - Quella Dolce Vita che non finirà mai