Storie di un fotografo, Berengo Gardin in mostra a Milano

Nelle stanze di Palazzo Reale, fino all'8 settembre, sono esposte 180 immagini di uno dei grandi maestri della fotografia italiana. Una retrospettiva divisa in 9 macro sezioni: dai campi rom ai baci, dai reclusi nei manicomi alla poesia di Venezia. FOTO
  • Considerato il più rappresentativo tra i fotografi italiani, Gianni Berengo Gardin ha cominciato la sua carriera nel 1954: “Il mio lavoro non è assolutamente artistico ma sociale e civile” (Lido di Venezia, 1959 © Gianni Berengo Gardin/Contrasto). - Gianni Berengo Gardin, a Sansepolcro 50 anni di fotografia (nov 2008)
  • Gianni Berengo Gardin, uno dei più grandi fotografi italiani, torna in mostra a Milano. "Storie di un fotografo" è la retrospettiva che Palazzo Reale dedica al maestro. L'esposizione, inaugura il 14 giugno ed è visitabile fino all'8 settembre - Gianni Berengo Gardin incanta Camogli: LE FOTO
  • Sono esposte 180 fotografie, raccolte in 9 macro sezioni: Gente di Milano, Morire di classe, Dentro le case, Venezia, Comunità romaní in Italia, I baci, Dentro le case, Fede religiosità riti, Berengo Gardin reporter - Gianni Berengo Gardin incanta Novara
  • La mostra "Storie di un fotografo", curata da Denis Curti, era stata già presentata con successo alla Casa dei Tre Oci di Venezia. Si tratta della più grande retrospettiva dedicata al maestro (Lido di Venezia, 1958 © Gianni Berengo Gardin/Contrasto) - L'Aquila, il prima e il dopo per Gianni Berengo Gardin. FOTO
  • Ora la mostra arriva nel capoluogo lombardo, arricchita della sezione "Gente di Milano", 40 foto con i volti e le persone della città che lo ha adottato e che nel 2012 lo ha insignito dell’Ambrogino d'Oro (Milano, 1959 © Gianni Berengo Gardin/Contrasto) -L'Aquila, il prima e il dopo per Gianni Berengo Gardin. FOTO
  • L'esposizione segue i momenti fondamentali dell’attività fotografica di Berengo Gardin, instancabile testimone del nostro tempo che con i suoi scatti in bianco e nero racconta storie senza pregiudizi (Milano, 1968 © Gianni Berengo Gardin/Contrasto) - L'Aquila, il prima e il dopo per Gianni Berengo Gardin. FOTO
  • Berengo Gardin ha raccontato la vita politica, i cambiamenti sociali, gli eventi chiave dell'Italia, ma anche la vita per le strade, la gente che si incontra per caso, gli abbracci e i baci (Milano, anni settanta © Gianni Berengo Gardin/Contrasto) - L'Aquila, il prima e il dopo per Gianni Berengo Gardin. FOTO
  • Una sezione è dedicata al lavoro sui Rom, una ricerca che ha portato il fotografo a vivere in tre campi nomadi: “Di questo reportage mi resta la generosità, la poesia e la musica" (Firenze, campo nomadi, 1993 © Gianni Berengo Gardin/Contrasto) - Gianni Berengo Gardin incanta Camogli: le foto
  • Originario di Santa Margherita Ligure, dove è nato nel 1930, Berengo Gardin dice di dover tutto alle macchine fotografiche, soprattutto la sua Leica, vera e fedele compagna di vita - Gianni Berengo Gardin incanta Camogli: le foto
  • Nella mostra milanese viene approfondita, con nuove fotografie, la serie "Morire di classe", lo storico reportage che indagò sulla drammatica situazione dei manicomi in Italia e che portò alla legge Basaglia con cui ne venne sancita la chiusura - Gianni Berengo Gardin incanta Camogli
  • Berengo Gardin, girovago per natura, si stabilì definitivamente a Milano nel 1965, dedicandosi alla fotografia di reportage e all’indagine sociale. Nella sua carriera ha collaborato con le principali testate della stampa italiana ed estera - Prima visione, la magia di Milano in 42 fotografie
  • Le sue prime foto sono state pubblicate nel 1954 su "Il Mondo" di Mario Pannunzio. Dal 1966 al 1983 ha collaborato con il Touring Club Italiano, per il quale ha realizzato un’ampia serie di volumi sull’Italia e sui Paesi europei - Gianni Berengo Gardin incanta Novara
  • Le sue immagini sono state raccolte in oltre 200 libri e hanno dato vita a circa 300 mostre personali. Dal 1990 è rappresentato dall’agenzia Contrasto - Reggio Emilia, le mostre esposte a "Fotografia Europea"
  • Berengo Gardin ha vinto numerosi premi: tra gli altri, nel 1963 il World Press Photo, il Premio Brassai nel 1990, il Leica Oskar Barnack Award nel 1995. Nel 2008, ha ricevuto a New York il prestigioso Lucie Award, massimo riconoscimento alla carriera - Tributo a Milano