"Il Gioco", le fotografie di Pepi Merisio in mostra ad Aosta

Le partitelle all'oratorio, le corse per strada, le gare con le slitte. Cinquanta scatti per raccontare un tema senza tempo: bambini e adulti alle prese con svaghi e divertimenti. Ma anche una testimonianza di un'Italia ormai quasi scomparsa. FOTO
  • Il Centro Saint-Benin di Aosta ospita la mostra "Il Gioco" di Pepi Merisio, una retrospettiva incentrata su uno dei temi più universali del mondo: lo svago di bambini e adulti in tutte le sue forme (Piazza Navona, 1965 - credits Pepi Merisio) - Roma, i grandi fotografi di Life raccontano il Novecento
  • La mostra espone cinquanta fotografie di Pepi Merisio, per raccontare con poesia l'Italia dal dopoguerra ad oggi attraverso il gioco (Cavallina, Campo San Paolo, Venezia, 1958 - credits Pepi Merisio) - Un mondo di baci, l'amore negli scatti di Mario De Biasi
  • "Questa è la sintesi della partita a calcio di allora", spiega Merisio. "Prima di andare a messa i ragazzi appoggiano le bici e le giacchette e fanno una partita rivoltando l'orlo dei calzoni" (Mantello Sondrio, 1960 - credits Pepi Merisio) - "Extravolti", artisti italiani in difesa dell'arte. FOTO
  • Pepi Merisio, nato in provincia di Bergamo, iniziò negli anni '60 la collaborazione con Epoca, la più importante rivista per immagini di quel periodo (Partita all’oratorio di corso XXII Marzo, Milano, 1989 - credits Pepi Merisio) - Poste italiane, una mostra per i 150 anni di storia
  • In carriera Merisio ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti. Nel 1963 a New York il New talent of Popular photography. Nel 1989 ha rappresentato l’Italia nel volume commemorativo della Leica (Giochi della vendemmia, 1966 - credits Pepi Merisio) - Donne d'Italia
  • Il tema universale del gioco è il filo conduttore della mostra. Merisio descrive con poesia l’Italia del dopoguerra, in cui la vita sociale sembrava svolgersi quasi interamente per strada (Val di Pré, Genova, 1962 - credits Pepi Merisio) - Da Modigliani a Tiziano, le mostre da vedere nel 2013
  • La mostra, curata da Raffaella Ferrari e Daria Jorioz, è visitabile fino al 29 settembre al Centro Saint-Benin di Aosta (Basket in Seminario a Bergamo, 1964 - credits Pepi Merisio) - Blow Up, in mostra Antonioni e la fine della Swinging London
  • Secondo il critico Cesare Colombo: "Le immagini di Merisio hanno la limpidezza e la semplicità di un'infanzia narrata sottovoce, in cui può riconoscersi un'intera generazione" (In piazza San Paolo VI a Brescia, 1975 - credits Pepi Merisio) - Paesaggio Italia, le Polaroid di Galimberti in mostra. FOTO
  • Lo stesso Merisio ha voluto selezionare le fotografie per la mostra dedicata al gioco, un tema che evidenzia quella "poesia delle piccole cose", che è uno dei suoi tratti caratteristici (In strada a Tagliacozzo, 1969 - credits Pepi Merisio) - Il coraggio in mostra ad Aosta
  • "Nessuno sospetta che tra un atto e l'altro di un'opera i suonatori scendano a giocare a scacchi mentre vengono cambiate le scene" (Gli orchestrali giocano, Teatro Donizetti, Bergamo, 1969 - credits Pepi Merisio) - Un mondo di baci, l'amore negli scatti di Mario De Biasi
  • Ogni foto in mostra non è nata come opera singola, ma faceva parte di un reportage. La curiosità lo portava a immortalare anche queste scene di bambini e adulti intenti a giocare (Bocce sulla spiaggia Sestri Levante, 1965 - credits Pepi Merisio) - World Press Photo 2013, i vincitori. Le foto
  • "Il circolo monarchico a Grottaglie era curioso perché stava proprio nella piazza centrale", racconta Merisio. "Ho dato un'occhiata all'interno e ho visto questo ritratto enorme del re Umberto e i monarchici che giocavano a carte" (credits Pepi Merisio) - Gialla, in legno o a due posti: la Vespa si mette in mostra
  • Recensendo la mostra, Cesare Colombo ha scritto: "Il gioco dei bambini è tale solo per noi, che ne abbiamo dimenticato tutta la serietà. In realtà si tratta di un vero allenamento alla vita" (Carnevale sul Lago d'Endine, 1967 - credits Pepi Merisio) - Da Modigliani a Tiziano, le mostre da vedere nel 2013