WikiLeaks, i possibili protagonisti del film

Prima i libri, poi il grande schermo. Julian Assange e il suo sito saranno presto al cinema. Ecco alcuni dei protagonisti che sicuramente non mancheranno GUARDA LE IMMAGINI
  • Julian Assange. Hacker sovversivo da giovane, ha proseguito la sua “vita in fuga” creando WikiLeaks nel 2006. E ora gli Stati Uniti vogliono la sua testa. Ad aprile uscirà la sua autobiografia.
  • Hillary Clinton. Segretario di stato americano. Nel gennaio 2010, in un ormai famoso discorso, eleggeva la libertà di Internet a caposaldo della politica estera americana. Ma quando è scoppiato il Cablegate ha attaccato duramente il sito.
  • Robert Gates. Il Segretario alla difesa americano è passato alla storia per aver definito gli scoop di WikiLeaks poco rilevanti. Salvo poi esultare alla notizia dell'arresto di Julian Assange.
  • Bradley Manning. E' accusato di aver sottratto i documenti riservati copiandoli – al danno la beffa – su un Cd di Lady Gaga. Peccato però che poi si sia vantato dell'impresa con un hacker che lo ha denunciato. Ora rischia la corte marziale. (Credit: Wikipedia.org)
  • Daniel Domscheit-Berg. Almeno dal punto di vista di Assange. Daniel – sotto lo pseudonimo di Daniel Schmitt – era il suo braccio destro nonché il portavoce del sito. Ma a settembre se n'è andato sbattendo la porta e ha fondato OpenLeaks.org. (Credit: Wikipedia.org)
  • Birgitta Jónsdóttir. Membro del Parlamento islandese, è stata portavoce di WikiLeaks promuovendo in patria una legge per trasformare l'isola dei geyser nel paradiso del giornalismo. Ma poi anche lei è entrata in collisione con Julian. (Credit: Wikipedia.org)
  • Sarah Palin. La controversa leader del Tea Party ha dichiarato che bisogna “dare la caccia al fondatore di Wikileaks come a un talebano”. Unendosi al coro di chi ha chiesto l'uccisione di Assange.
  • Michael Moore. Il regista di Fahrenheit 9/11 ha versato 20mila dollari per aiutare Assange a pagarsi la cauzione. Per lui Julian è un “pioniere della libertà di espressione e del giornalismo nell'era digitale”.
  • Bianca Jagger. L'ex moglie di Mick Jagger ha sposato la causa di WikiLeaks, contribuendo a pagare la cauzione di Assange. In gioco c'è la libertà di espressione, ha dichiarato.
  • Ken Loach. Il regista britannico di Terra e Libertà si è offerto come garante per Assange in tribunale. I media americani non lo hanno riconosciuto e l'hanno scambiato per l'avvocato del fondatore di Wikileaks.
  • Silvio Berlusconi. Il premier italiano è stato definito “inetto e incapace” dai documenti diplomatici americani svelati da Wikileaks. E vi si citano anche le “feste selvagge” ancor prima dello scandalo Ruby.
  • Muhammar Gheddafi. Il leader libico, nei cablogrammi svelati da Wikileaks, viene definito “ipocondriaco, dipendente dal botox” e ancor più da una voluttuosa infermiera ucraina.