L'Insulto, una storia universale tra pregiudizi e umanità

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Una scena del film 'L'Inganno'

L’Insulto , il film di Ziad Doueiri , candidato all’Oscar 2018 come miglior film straniero, uscirà nelle sale mercoledì 6 dicembre, distribuito da Lucky Red . Non perdere l’anteprima  dell'emozionante dramma giudiziario-culturale su Sky Cinema Cult , lunedì 4 alle ore 20.50

Abbiamo conosciuto il regista libanese Ziad Doueiri con West Beirut ed ora lo ritroviamo, candidato all’Oscar 2018 per il miglior film straniero, con un’altra storia che racconta, di nuovo, la sua terra.

L’Insulto ci porta nella capitale dei giorni nostri, dove a dispetto dell’apparenza, il conflitto tra le diverse culture rimane latente e pronto ad esplodere con prepotenza, alla minima scintilla. La pellicola sarà nelle sale da mercoledì 6 dicembre, distribuita da Lucky Red, ma gli spettatori di Sky Cinema Cult potranno godere di qualche minuto di anteprima, lunedì 4 alle ore 20.50.

L’opera racconta l’incontro-scontro tra due uomini apparentemente miti e ligi al dovere: Yasser (Kamel El Basta), capo cantiere palestinese e Toni (Adel Karam), libanese militante della destra cristiana. Un banale incidente, una grondaia rotta e una parola di troppo detta in un contesto dal passato doloroso e ancora troppo vivido, scatenano un vero e proprio dramma giudiziario che trascina i protagonisti, e noi con loro, in tribunale.

“La premessa per il film era qualcosa che in effetti è accaduta a me molti anni fa a Beirut- spiega il regista- Ebbi una discussione con un idraulico, una cosa molto banale, ma i temperamenti sono andati scaldandosi velocemente, e praticamente dissi le stesse parole che sono nel film. L’incidente avrebbe potuto anche essere irrilevante- aggiunge-ma non i sentimenti subcoscienti. Quando ti escono parole simili, è perché sono stati toccati sentimenti ed emozioni molto personali”
 

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La guerra civile che sconvolse il paese dal 1975 e il 1990, si è conclusa senza vincitori, con un’amnistia che ha rifiutato di guardare in faccia i problemi latenti, che si ripropongono nella quotidianità del pregiudizio e del luogo comune. Diverso, però, l’approccio delle donne, che nel film fanno da moderatrici, placano gli animi e aiutano i protagonisti a ragionare.

L’Insulto, pur essendo un racconto fortemente radicato nella realtà libanese, è in realtà una storia universale. “Yasser e Toni potrebbero avere qualunque altra nazionalità- spiega Doueiri -questo film è completamente ottimista e umano. Mostra un’alternativa ai conflitti prendendo una strada che ammette la giustizia e il perdono.”