Due sotto il burqa, la commedia che si fa beffe dell'integralismo

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©I Wonder Pictures

In attesa dell’uscita nelle nostre sale del film franceseDue sotto il burqa” (dal 6 dicembre con I Wonder Pictures) Sky Cinema Cult manda in onda qualche minuto d’anteprima del film. Appuntamento doppio sabato 2 e mercoledì 5 dicembre alle 20.50

Il film, vincitore del premio del pubblico al Biografilm Festival di Bologna, Due sotto il burqa, arriva in sala il 6 dicembre grazie alla  I Wonder Pictures. Protagonisti Felix Moati, William Lebghil e la 25enne Camelia Jordana, che dopo il successo come cantante, grazie a Due sotto il burqa e a Le brio, con Daniel Auteuil, appena uscito in Francia, si sta affermando come una delle rivelazioni del cinema francese.

Al centro della storia la coppia formata da Leila (Jordana) e Armand (Moati) studenti a Parigi di scienze politiche che si sono innamorati e sono sul punto di partire insieme per New York per uno stage all'Onu. I piani però vengono stravolti quando Mahmoud (Lebghil), fratello maggiore di Leila, torna dal Medio Oriente in Francia da islamico radicalizzato. Per impedire alla sorella di partire, Mahmoud chiude Leila in casa, e Armand, pur di rivederla ed aiutarla, decide di indossare un burqa e spacciarsi per donna, presentandosi col nome di Sheherazade. Mahmoud ci casca e pian piano inizia a provare un interesse sempre maggiore per la nuova amica della sorella.

Per il ritmo del film ''mi sono ispirata a Billy Wilder, considero questo il mio A qualcuno piace caldo col burqa, ha avuto modo di dire la regista. Avrei tanto voluto che uscisse anche nel mondo arabo ma finora nessuno di quei Paesi lo ha acquistato nè l'ha voluto nei propri festival. Sono delusa, perché' non penso ci sia niente di offensivo''. L'approccio documentaristico che le proviene dalla sua esperienza cinematografica l'ha aiutata nella storia ma sul personaggio di Mahmoud ''ho virato sull'irrealismo, volevo essere ottimista''. Per questo l'ha molto emozionata ricevere le lettere delle madri di due giovani diventati jihadisti, di cui uno morto come kamikaze: ''mi hanno scritto di essersi commosse con il film. Avrebbero voluto che anche i loro figli, come capita a Mahmoud, avessero avuto la possibilità di cambiare attraverso l'amore''