La battaglia di Hacksaw Ridge, un capolavoro da Oscar di Mel Gibson

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Andrew Garfield in una scena de La battaglia di Hacksaw Ridge

Lunedì premiere - il 19 febbraio alle 21.15 andrà in onda su Sky Cinema Uno, La battaglia di Hacksaw Ridge di Mel Gibson con Andrew Garfield, vincitore di due Premi Oscar nel 2017.

L’esibizione della violenza è centrale ne La battaglia di Hacksaw Ridge di Mel Gibson, vincitore di due Oscar nel 2017 ( Miglior montaggio e Miglior montaggio sonoro). Così come nelle passate pellicole del regista. Basti pensare  a certe scene della Passione di Cristo o di Apocalypto, per cui Gibson fu anche accusato di truculenza. Questa volta però la situazione è diversa. La violenza viene messa in campo esclusivamente per essere criticata e bandita. È un film sulla non violenza e sull’eroismo di un uomo che combatte senza uccidere e che rischia la vita senza chiedere niente in cambio.

È la storia del primo obiettore di coscienza della storia dell’esercito americano.  Un uomo che, pur accettando le stellette, rifiuta di imbracciare le armi. Parliamo di Desmond Doss, che dopo un’infanzia e un’adolescenza profondamente segnata dalla violenza domestica, decide di arruolarsi e di servire il suo Paese in una logica di pace. Siamo nel 1942. Desmond viene designato soccorritore medico e spedito sull’isola di Okinawa dove “combatterà” contro l’esercito nipponico, senza mai impugnare un’arma e rifiutandosi di uccidere un solo uomo. Con le sue sole forze salva la vita a 75 “compagni di strada” e diventa il primo obiettore a essere insignito della Medaglia d’Onore del Congresso, la più alta onorificenza militare Americana.

Il film è diviso in due parti uguali. L’infanzia di Desmond, l’incontro con la sua amata e l’addestramento in stile Il film Full Metal Jacket nella prima parte. Nella seconda parte Gibson compie una perfetta attuazione della spettacolarizzazione della guerra, rendendoci partecipi in modo straordinariamente empatico di tutta la sua brutalità e di tutta la sua ingiustizia. Il protagonista compie un percorso che lo porta dalla violenza - tra le frequenti zuffe domestiche durante le quali rischia di uccidere suo fratello - a una conversione religiosa, con la decisione di vivere per salvare, con la forza debole della pace, almeno una porzione di un mondo visto come corrotto e malato.