Chris Hemsworth: "Thor è un eroe, nel mondo ci vorrebbero meno armi"

Inserire immagine

Un film che segnara un'epoca. Thor: Ragnarok è un’esplosione di combattimenti, colori ed effetti speciali, accompagnato da una delle migliori colonne sonore di sempre per quanto riguarda i film di supereroi. Tutto nel servizio di Kika Press

Thor: Ragnarok è un’esplosione di combattimenti, colori ed effetti speciali, accompagnato da una delle migliori colonne sonore di sempre per quanto riguarda i film di supereroi.

Questo è sicuramente un momento in cui questo genere di lungometraggi sono molto popolari, per diversi motivi secondo Chris Hemworth: “Le ragioni sono varie: il senso di fuga, il divertimento, l'avventura e il mondo fantastico che si crea. Guardare film come questo su uno schermo grande, è la ragione per cui vado al cinema. Per essere parte di quell'evento. Poi credo che a noi piaccia pensare che quei personaggi siano più grandi e forti di noi. Che potrebbero arrivare e salvarci tutti da quello che ci sta minacciando”.

Thor perde il suo martello e pensa di avere perduto anche i suoi poteri, le armi sono un tema di questo film, ma qual è l’opinione di Hemsworth su questo argomento? “I Paesi che hanno limitato l'accesso alle armi hanno avuto diversi benefici da questa scelta. Senza approfondire troppo il tema, credo che non ne abbiamo bisogno. Portano più male che bene.

Il nemico di Thor e Hulk
, in questo capitolo della saga targata Marvel, si chiama Hela, la sorella cattiva e potente di Thor. Abbiamo chiesto a Mark Ruffalo, chi è la Hela dei nostri tempi secondo lui.

Veramente me lo chiedi? Diciamo che inizia con Rump, fa rima con Onald. C'è sicuramente un tizio che ha abbastanza cannoni e potere per fare molti danni se decide di farlo, tutto da solo, in un momento storico molto precario”.

Il regista Taika Waititi
, invece ha un sogno: “Credo che la Hela dei nostri tempi potrebbe essere Lady Gaga, ha questo modo così cool di presentarsi. È interessante, è un'artista. Credo che anche Hela sia una specie di artista, della tortura forse. Mi piacerebbe lavorare con lei in futuro”.