Che Dio ci perdoni: un assassino per le vie di Madrid

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Appuntamento su Sky Cinema Uno, in prima tv, martedì 24 ottobre alle 21.15 .  La star spagnola Antonio de la Torre è uno dei protagonisti del thriller poliziesco dalle atmosfere torbide Che Dio ci perdoni.  Madrid, estate 2011. Più di un milione di pellegrini sono in attesa dell’arrivo del Papa in una città caotica e in piena crisi economica. In questo contesto, due poliziotti danno la caccia a un serial killer che uccide donne anziane, e devono farlo nel più breve tempo possibile e senza far troppo rumore

Di Spagna, in questi giorni, si parla molto sui giornali e sui media. La proclamazione dell'indipendenza della Catalogna e la dura reazione di Madrid ha portato in primo piano la crisi interna di un Paese che lentamente si stava risollevando dalla bolla finanziaria che l'aveva colpita a partire dal 2008 in poi.

Per comprendere a pieno la difficile situazione di quegli anni vale la pena vedere un bel thriller dal titolo italiano Che Dio ci perdoni di Rodrigo Sorogoyen (su Sky Cinema Uno, in prima tv, martedì 24 ottobre alle 21.15) ambientato nell'estate del 2011 proprio a Madrid in occasione della visita di papa Ratzinger (Benedetto XVI, non ancora dimissionario).

La capitale spagnola, in quel periodo, era una città che non viveva un periodo facile: la crisi economica arrivata dagli Stati Uniti e che aveva colpito progressivamente tutta l’Europa stava creando un clima di rabbia da parte della popolazione e di sfiducia nei confronti dell’ establishment politico. Un generale scontento che si raccoglieva nelle proteste di piazza degli “indignatos”.
    
In questo quadro di frustrazione e di disagio sociale, si colloca la storia di questo film:      Uno spietato assassino si aggira alla ricerca di anziane signore madrilene. Due diversi ispettori, Luis Velarde (Antonio de la Torre) e Javier Alfaro (Roberto Álamo), molto diversi nel loro procedere e con cui nessun collega vuole avere a che fare, sono chiamati a collaborare con un ordine ben preciso e chiaro: risolvere il caso il prima possibile e soprattutto nel più assoluto riserbo e silenzio. Una caccia all'uomo che li costringe a fare qualcosa che non avrebbero mai immaginato: pensare e agire come l'assassino.