Nessuno mi troverà: la scomparsa di Majorana nel docufilm di Egidio Eronico

Torna sullo schermo con una serata evento organizzata dal Lake Como Film Festival , docufilm di Egidio Eronico Nessuno mi troverà  dedicato alla figura del geniale fisico Ettore Majorana, di cui il prossimo anno ricorreranno gli 80 anni dalla misteriosa scomparsa. L’appuntamento è per  giovedì 19 ottobre alle 20.30 mentre prossimamente sarà Sky a portarlo in TV, per una prima visione assoluta e assolutamente da non perdere in onda su Sky Cinema e Sky Arte

È stato uno dei documentari-evento dello scorso anno, con proiezioni in tutta Italia, incontri affollati, dibattiti, una attenzione rinnovata sui media per un personaggio che non smette di attrarre domande, fascino e mistero. Ora Nessuno mi Troverà – Majorana Memorandum, il film documentario di Egidio Eronico dedicato proprio alla figura del geniale fisico Ettore Majorana di cui il prossimo anno ricorreranno gli 80 anni dalla misteriosa scomparsa, torna sullo schermo con una serata evento organizzata dal Lake Como Film Festival. L’appuntamento è per giovedì 19 ottobre alle 20.30 mentre prossimamente sarà Sky a portarlo in TV, per una prima visione assoluta e assolutamente da non perdere in onda su Sky Cinema e Sky Arte.

Il film

Il 25 marzo del 1938 scompariva a soli 31 anni senza lasciare traccia e spiegazioni Ettore Majorana, considerato il più grande fisico teorico italiano del '900. Il caso, a distanza di quasi ottant'anni, non ha mai smesso di suscitare quesiti e ipotetiche soluzioni. Fuggito in Germania a sostegno di Hitler, suicida, rapito, rifugiatosi in un convento, diventato un barbone, scomparso eticamente per non avere nulla a che fare con la bomba atomica a venire, tutto si è detto su lui. Ma nel lavoro del regista Eronico appare, più che altro la sua figura scomoda di genio. Un cervello, il suo, che imbarazzava anche lo stesso Fermi che forse, si fa capire nel documentario, non lo aiutò più di tanto. Insomma cosa è stato di Majorana? Come può uno scienziato considerato da  Enrico Fermi dello stesso calibro di Galileo e Newton sparire nel nulla? Questo il racconto di Eronico attraverso documenti, immagini d'archivio, animazioni da graphic novel e testimonianze. Nessuno mi troverà (da una frase di Arthur Schopenauer) si apre come un noir, un mystery, con le bellissime illustrazioni in bianco e nero di Leomacs animate da Massimo Ottoni, che ci presentano un uomo, Ettore, avvolto dal fumo di una sigaretta, e ce ne raccontano per tutta la durata i gesti che conosciamo e quelli che possiamo immaginare, fino al suggestivo ed enigmatico finale. Diviso in capitoli, con una bella narrazione letta dalla voce del figlio d'arte Marco Foschi, ricchissimo di documenti forniti dall'Istituto Luce e non solo e di interviste che non diventano mai troppo specialistiche e alienanti, montato in modo stringente e accompagnato da musiche di ritmica intensità, Nessuno mi troverà apre un nuovo spiraglio sulla vicenda di un genio pieno di umane contraddizioni e offre spunti di lettura senza pretese di fornire ulteriori, assiomatiche risposte. Per questo è in grado di affascinare e catturare, con la sua forma ibrida, anche l'attenzione di chi di fisica non sa nulla. Che Majorana sia morto suicida, che si sia ritirato in convento, abbia vissuto una nuova vita in Germania o in Argentina, poco importa: quello che conta è che nessuno – come sa benissimo il regista - di fronte al gigantesco punto interrogativo che chiude la sua vita, potrà mai dimenticarne l'esistenza.
 

La parola al regista

 ''Ho fatto questo film in reazione alla vulgata su di lui che lo presenta sempre come un uomo tormentato, complesso, misantropo, scontroso. Una vulgata che mi è sempre sembrata sospetta. Più che il personaggio mi interessava la persona. Un rapporto tra Majorana e Fermi come tra Mozart e Salieri? Credo che un regista abbia il dovere di calcare un po' la mano. Dal mio punto di vista credo sia stato un rapporto complesso, complicato. E non poteva essere diversamente vista la grandissima differenza caratteriale, culturale. E' vero, e accade ancora oggi, che i grande talenti incontrano sempre difficoltà ad affermarsi''.