Da "Blade Runner" a "Il Gladiatore", gli 80 anni di Sir Ridley Scott

Il regista inglese, nato il 30 novembre 1937, è attualmente alle prese con il film 'Tutti i soldi del mondo', che ha dovuto in parte girare di nuovo per l’esclusione di Spacey. Gli auguri di Sky Cinema

Ridley Scott, uno dei registi più acclamati e celebrati di Hollywood, il 30 novembre compie 80 anni. Una ricorrenza che, però, rischia di vederlo piuttosto indaffarato. In questi giorni, infatti, il cineasta britannico è nel pieno di una corsa contro il tempo per girare da capo molte delle scene del suo nuovo film "Tutti i soldi del mondo", incentrato sul rapimento di Paul Getty. La pellicola, in uscita a Natale, prevedeva inizialmente tra i protagonisti Kevin Spacey che però, a seguito dello scandalo molestie, è stato rimpiazzato da Christopher Plummer. Il 2017 è stato anche il ritorno dei "suoi" replicanti con "Blade Runner 2049" di Dennis Villeneuve, che ha visto Scott nei panni di produttore esecutivo del sequel del film che nel 1982 ne ha segnato la consacrazione. 

Tre successi al debutto

Nato nel 1937 a South Shields, Scott è il secondo di tre figli e intraprende la sua carriera artistica giovanissimo quando decide di partecipare al corso di fotografia del London's Royal College. Nella sua lunga carriera il primo a concedergli una possibilità da regista è il produttore David Puttnam, che nel 1977 finanzia la realizzazione del suo primo lungometraggio: "I duellanti". Con questa pellicola, tratta da un racconto breve di Joseph Conrad, il giovane Scott si guadagna il primo riconoscimento vincendo il Gran Premio della Giuria al festival di Cannes. Sull’onda di questo successo gli viene affidato "Alien" (1979) e tre anni dopo dirige il noir futuristico "Blade Runner" (1982) con il quale arriva il grande successo. I riconoscimenti, però, stentano con il lavoro successivo, "Legend" (1985), un fantasy con Tom Cruise e Tim Curry, dopo il quale Scott decide di prendersi un periodo di riflessione. Negli anni successivi, il regista dovrà attendere il 1991 per riprendersi la scena, grazie a "Thelma & Louise" con Susan Sarandon e Geena Davis, che diventa un vero e proprio cult.

La casa di produzione

Come tanti registi, anche Scott decide di vestire i panni del produttore, così nel 1997 acquista con il fratello Tony gli studi cinematografici Shepperton di Londra e dà vita alla casa di produzione Scott Free Productions. Oltre a numerose pellicole, la casa finanzia anche alcune serie televisive come "Numb3rs" e "The Good Wife". Il fratello Tony muore suicida dopo una lunga battaglia contro il tumore. Per onorarne la memoria il regista britannico decide di dedicargli i film "The Counselor - Il procuratore" e "Exodus - Dei e re".

L’oscar con 'Il Gladiatore' e il rapporto speciale con Crowe

Nonostante gli venga riconosciuto un grande talento dall’Accademy, Scott dove attendere fino al 2001 per meritarsi la prima statuetta. L’Oscar come miglior regista, infatti, arriva grazie con il kolossal "Il Gladiatore", che procura anche il riconoscimento come miglior attore all’australiano Russell Crowe. Con quest’ultimo si apre un felice sodalizio che vedrà insieme i due in: "Un'ottima annata", "American Gangster" e "Nessuna verità", un film incentrato sullo spionaggio in Medio Oriente che vede tra i protagonisti anche Leonardo Di Caprio. Nel mentre Scott firma grandi successi al botteghino come "Le crociate", il film di guerra "Black Hawk Down" e la commedia "Il genio della truffa". Considerato un regista della vecchia scuola, nei decenni dietro la macchina da presa, Scott sviluppa una grande abilità tecnica e un incredibile perfezionismo che gli hanno permesso di fregiarsi anche del titolo di Cavaliere Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico. 

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