Buon compleanno Paul Simon, il cantautore compie 76 anni

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Il cantatore Paul Simon si affermò al fianco di Art Garfunkel (Getty Images)

L'artista autore di album come "Bridges over troubled water" è nato il 13 ottobre 1941

Autore di alcune delle canzoni folk più delicatamente spirituali della storia della musica leggera, Paul Simon compie 76 anni lasciando i fan nel dubbio. Giunto al termine il suo tour lo scorso giugno, se quanto dichiarato dal cantautore nel 2016 dovesse essere confermato, lo show business, in futuro, non farà più parte della sua vita. Un silenzio che, del resto, è stato alle origini del suo successo, negli anni Sessanta, al fianco di Art Garfunkel: “The sound of silence”, la prima hit datata 1965, resta forse la sua canzone più amata.

Cantautore delicato

Nato a Newark, New Jersey, nel 1941, la carriera di Paul Simon inizia a New York, dall'incontro con Garfunkel con il quale iniziò presto a cantare in duo condividendo la passione per gli Everly Brothers. La coppia, negli anni delle contestazioni giovanili, conia una forma compositiva introversa, densamente emotiva che rifugge le invettive proprie di molti altri folk singer come Bob Dylan. Sotto il profilo musicale, le armonie vocali dei due portano la memoria indietro di secoli, ispirandosi alla spiritualità dei mottetti rinascimentali e adattando quel suono etereo alla loro contemporaneità: è Paul Simon la vera mente delle composizioni del duo, che passerà alla storia con brani come “The boxer”, “I am a rock” e “Mrs. Robinson”. Il loro disco più celebrato, “Bridges over troubled water”, vale il primo Grammy della carriera di Simon come Album of the year, nel 1970. Il cantautore di Grammy ne porterà a casa ben 12 in tutto, fra i quali altri due proprio come album dell'anno: “Still Crazy After All These Years” e “Graceland”.

Il Simon solista

All'apice del successo, proprio nel 1970 in cui “Bridges over troubled water” diventa l'album più celebrato, Simon & Garfunkel rompono il loro sodalizio. Quest'ultimo racconterà in seguito che aveva bisogno di una pausa per allontanarsi dal “dominio” che Simon aveva esercitato sul progetto; Simon colse la palla al balzo per separare il duo provocando un litigio i cui strascichi resero le reunion sul palco eventi sporadici. Fra queste, è da ricordare lo storico “live” a Central Park, New York, nel 1981. Il successo di Simon prosegue declinando il suo suono in chiave solista e mescolandolo con le vibrazioni della world music e, in particolare, delle sonorità africane. “Graceland”, uscito nel 1986, sarà destinato a rimanere come l'album dal successo più longevo per Simon; all'interno della scaletta spicca su tutte “Boy in the bubble”, che riesce a essere al passo col suo tempo e, contemporaneamente, fuori dalle catalogazioni di genere. Con “You can call me Al”, Simon riesce a farsi apprezzare anche nei territori più ballabili, traducendo a modo suo la formula che l'anno prima aveva consacrato il Phil Collins come solista: pop da discoteca arrangiato con grande perizia e largo uso degli strumenti a fiato.

I giorni nostri

Dopo 11 album solisti e vari decenni di carriera, Paul Simon aveva fatto sapere, nella citata intervista rilasciata al New York Times nel 2016, che lo show business non destava in lui più alcun interesse. “È un atto di coraggio lasciare andare le cose”, aveva dichiarato, “sto per vedere che succede se lo faccio”, riferendosi all'intenzione di ritirarsi dalle scene musicali al termine del tour concluso lo scorso giugno. “Allora vedrò: 'chi sono io?', 'sono la persona che è stata definita da ciò che ho fatto?', 'e se queste cose vanno via, se devi fare te stesso, chi sei?'”, aveva annunciato nel suo colloquio con il quotidiano. Per il momento Paul Simon resta ancora in scena: l'ultima apparizione è stata lo scorso 30 settembre, sul palco del Madison Square Garden assieme a Miley Cyrus e Billy Joel.

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