James Woods lascia il cinema? L'attore smentisce: "Solo un malinteso"

Secondo l'agente immobiliare di James Woods, l’attore di "C'era una volta in America" avrebbe lasciato il cinema per dedicarsi ai suoi hobby. Ma Woods ha dichiarato: "Dal business del cinema non ci si ritira mai"

A sentire il suo agente immobiliare sembrava proprio che James Woods avesse intenzione di abbandonare il cinema per dedicarsi ai suoi hobby. E invece, in un’intervista concessa al Washington Post, l’attore statunitense ha spiegato che si è trattato di un fraintendimento. "La mia carriera non finirà con un annuncio immobiliare", ha dichiarato.

Malinteso

La notizia si era diffusa per bocca di Allen Gammons, l’agente immobiliare che aveva ricevuto il mandato da Woods di vendere una delle sue ville sulle rive di un lago del Rhode Island. Le dichiarazioni, pubblicate dal giornale di Providence, la capitale dello Stato, avevano fatto velocemente il giro del mondo facendo credere che l’attore volesse veramente dedicarsi ad antiquariato, poker e fotografia. In realtà, però, ha spiegato al Washington Post Woods, si è trattato di un malinteso. L’attore, infatti, aveva detto all’uomo che, dopo due lutti familiari, voleva dedicarsi alle proprie passioni e avere tempo libero, ma senza fare accenno a un possibile ritiro. "Tutto quello che è successo è buffo. Il mio agente mi ha chiesto, ti stai ritirando? E io ho risposto: non penso affatto. Dal business del cinema non ci si ritira mai".

La carriera di Woods

Candidato due volte all’Oscar e otto al Golden Globe, James Woods ha ottenuto il primo grande successo nel 1983 con 'Videodrome' di David Cronenberg. L’anno successivo ha interpretato un ruolo destinato a rimanere negli annali di Hollywood, quello di Max in 'C'era una volta in America' di Sergio Leone del 1984. Fra le altre pellicole di successo a cui ha preso parte: 'Casinò' di Martin Scorsese, 'Il giardino delle vergini suicide' di Sofia Coppola e, 'Ogni maledetta domenica' di Oliver Stone. Oltre a un riconosciuto talento da attore, Woods vanta anche l’iscrizione al Mensa, la società mondiale degli uomini con quoziente intellettivo uguale o superiore al 98 percentile. 

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