È morto Jake LaMotta, il "Toro Scatenato" del pugilato

Una foto d'archivio di Jake La Motta, a sinistra, nel giorno del match contro Tiberio Mitri
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Aveva 95 anni. Ha combattuto 106 match perdendone solo 19. Il "Toro del Bronx" ha ispirato il celebre film del 1980 con protagonista Robert De Niro 

È morto Jake LaMotta, ex campione del mondo dei pesi medi meglio noto come “Toro Scatenato”. Il pugile aveva 95 anni, compiuti lo scorso 10 luglio, ed è morto per complicazioni legate a una polmonite.

Il Toro Scatenato

LaMotta è stato campione del mondo dal 1949 al 1951. Conquistò il titolo mondiale il 16 giugno 1949 a Detroit, strappandolo al francese Marcel Cerdan. Ha combattuto 106 match: 83 vittorie, 19 sconfitte e 4 pareggi. Lo chiamavano il “Toro del Bronx” o “Toro Scatenato”, soprannome reso celebre dall’omonimo film del 1980 diretto da Martin Scorsese e interpretato da Robert De Niro. Il film si ispira alla vita del pugile italo-americano cresciuto nel Bronx, e ne racconta i momenti bui e le vittorie. De Niro fu premiato con l’Oscar al miglior attore protagonista per la sua interpretazione. "Riposa in pace, campione", così l'attore ha dato l'ultimo saluto a LaMotta.

Gli esordi

L’infanzia difficile, il riscatto, il carattere irrequieto, i sette matrimoni, il carcere: la vita di Jack LaMotta sembrava una storia scritta per il cinema.  Nato a New York il 10 luglio 1921, il padre era originario di Messina, la madre invece era ebrea: il suo vero nome era Jacob. Proprio il papà lo faceva combattere sui marciapiedi contro i bulli del quartiere: la gente si fermava a guardare e lasciava qualche soldo che serviva per pagare l’affitto di casa. A 19 anni era già un professionista del ring. Non era molto alto (circa 1.73) e non particolarmente potente ma aveva un’aggressività unica e si impose presto come uno dei migliori pesi medi americani. 

Il massacro di San Valentino

Il suo storico avversario è stato Ray Sugar Robinson, i due si sono scontrati sul ring sei volte. LaMotta ha prevalso una sola volta, nel 1943, ai punti, dopo aver scaraventato sulle corde l’avversario all’ottavo round. Proprio contro Sugar Ray il 14 febbraio 1951 fu costretto a cedere il titolo mondiale che aveva conquistato il 16 giugno 1949 a Detroit, strappandolo al francese Marcel Cerdan. Robinson dominò il combattimento, La Motta resistette fino  al 13° round, fino a quando l'arbitro non fermò il match, che da allora venne chiamato Il massacro di San Valentino per la sua violenza. LaMotta chiuse con la boxe nel '54 con una sconfitta ai punti per mano di Billy Kilgore.

Il dopo-box

Dopo il ritiro comprò alcuni bar e divenne attore e commediante per i suoi e altri locali. Nel 1957 si fece sei mesi di carcere per istigazione alla prostituzione. Nel 1960, chiamato a testimoniare davanti a una commissione d’indagine del Senato americano, ammise di aver disputato un incontro truccato dalla mafia del ring. Spesso era ospite in show televisivi, ebbe anche alcuni ruoli nel cinema (partecipò a 15 film tra cui “Lo Spaccone”, con Paul Newman). Anche la vita privata del Toro Scatenato è stata tutt’altro che tranquilla: Jake ha avuto sei figli da sette mogli diverse, una delle quali è un’ex Miss America. È stata la sua ultima compagna Denise, di 30 anni più giovane di lui, a dare la notizia della sua morte.

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