In arrivo "Trouble no more", docufilm su Bob Dylan

"Trouble no more", un docu-film sulla rinascita cristiana di Bob Dylan. Nella foto, Bob Dylan in concerto nel 2009 (foto di repertorio, Getty Images)
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Diretto da Jennifer Lebeau, verrà presentato al New York Film festival e racconterà i concerti della conversione al cristianesimo del Menestrello di Duluth tra la fine degli anni '70 e i primi '80

"Trouble no more" è il docufilm che racconterà gli anni della rinascita cristiana di Bob Dylan, attraverso i suoi concerti, realizzati tra gli anni '70 e i primissimi anni '80. Sbirciando tra i momenti più toccanti delle sue performance, la regista Jennifer Labeau racconterà gli anni della conversione del cantautore americano. Il film - come riporta “Variety” - sarà presentato al New York Film festival, che si terrà tra il 28 settembre e il 15 ottobre al Lincoln Center.

Il film  realizzato con immagini dell'epoca

"Trouble no more" è stato realizzato mettendo insieme immagini e filmati dell'epoca, risalenti all'uscita di alcuni degli album di quel periodo: "Slow train coming" del 1979, "Saved" del 1980 e "Shot of love" del 1981. Come riporta Nme, nel docufilm ci saranno anche dei testi scritti da Luc Sante e recitati dall'attore Michael Shannon. Il lungometraggio sarà accompagnato anche da un libro e una serie di bootleg celebrativi, che verranno messi in commercio nell'ultima parte dell'anno. Oltre a dirigere "Trouble no more", Jennifer Lebeau ha prodotto numerosi documentari su personaggi chiave del mondo della musica come Tony Bennett, Barbra Streisand, Mariah Carey, Marc Anthony e Gloria Estefan. Da regista è al suo settimo lavoro.

Un anno "problematico"

Per Bob Dylan l'ultimo anno è stato ricco di avvenimenti e complicazioni, iniziati dall'assegnazione del premio Nobel per la letteratura, ritirato da Patti Smith al suo posto durante la cerimonia tenutasi a dicembre a Stoccolma. All'inizio del 2017 sono anche arrivate accuse di plagio per parti del suo discorso, in cui raccontava le influenze letterarie e musicali che hanno condizionato il suo lavoro. La spia sul plagio si è accesa a causa di una finta citazione tratta da "Moby Dick". Ad ogni modo, giusto per ribadire la sua riluttanza ed estraneità al premio - plagio o no - Dylan ha tenuto a sottolineare che "le canzoni non sono come la letteratura. Sono fatte per essere cantate, non lette".

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