Fotografia, il maestro Elliott Erwitt a Forlì con la mostra “Personae”

Las Vegas, Nevada, 1957. Showgirls (foto Elliott Erwitt)
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I musei di San Domenico ospiteranno la prima grande retrospettiva personale del fotografo statunitense. Sono oltre 170 scatti che ritraggono personaggi comuni e grandi icone del cinema e della politica


Un maestro assoluto della fotografia di tutti i tempi arriva in Italia. È Elliott Erwitt che dal 23 settembre al 7 gennaio 2018 sarà presente a Forlì con la mostra “Personae”.

 

 

La sua prima grande retrospettiva

Gli scatti del maestro statunitense, nato a Parigi nel 1928, saranno ospitati nella prestigiosa nella prestigiosa cornice dei Musei di San Domenico a Forlì. Si tratta di una prima grande retrospettiva delle sue immagini sia in bianco e nero che a colori, scattate in oltre sessant'anni di carriera. La mostra, curata da Biba Giacchetti con il progetto di allestimento di Fabrizio Confalonieri, comprende circa 170 scatti, che Elliott Erwitt ha selezionato personalmente dal suo vastissimo archivio. Protagonisti della rassegna sono numerose celebrità del mondo della politica e dello spettacolo ritratti da Erwitt nel corso degli anni. Da Marilyn Monroe a Che Guevara, passando per Sophia Loren, John Kennedy e Arnold Schwarzenegger. E queste sono solo alcune delle numerose celebrità immortalate dall'obiettivo del grande maestro.

 

 

L'alter ego André Solidor

Il 22 settembre, in occasione dell'inaugurazione della rassegna, si terrà un incontro pubblico proprio con Elliott Erwitt che per l'occasione sarà intervistato da Roberto Cotroneo nella Chiesa di San Giacomo accanto alla sede della mostra. Nella retrospettiva troveranno spazio anche alcuni scatti che Erwitt ha firmato sotto lo pseudonimo di André S. Solidor, A.S.S. (l’acronimo non è casuale). Una sorta di maschera personale che l'artista indossa per prendere in giro una buona parte del mondo della fotografia che egli ha sempre detestato, ma che come A.S.S. finisce per amare. Ed è così che sdogana il digitale e il photoshop, la nudità gratuita e l’eccentricità fine a se stessa. Simboli che innalza anche a strumenti di seria riflessione sul mercato dell’arte. Con Solidor, presente nella mostra anche con un video, si apre la sezione dedicata al colore, una tecnica che Erwitt conoscerà anni dopo l'inizio della propria carriera, ma che riuscirà a gestire con maestria dedicandovi, però, solo i lavori editoriali e pubblicitari: dalla politica al sociale, dall’architettura al cinema e alla moda.

 

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