Addio a George Romero, il creatore de "La notte dei morti viventi"

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Il regista, malato da tempo, è morto all'età di 77 anni. La sua prima pellicola, la più famosa, fu prodotta con soli 10mila dollari. Dopo un periodo di insuccessi, Dario Argento fu il finanziatore di "Zombi", che segnò il suo ritorno

Il regista statunitense George Andrew Romero si è spento all'età di 77 anni. Secondo quanto riportato in un comunicato affidato al produttore e amico di sempre, Peter Grunwald, la causa del decesso è stata un cancro ai polmoni, contro cui Romero ha combattuto una "breve ma aggressiva battaglia". Come riporta il Los Angeles Times, accanto a lui c'erano la moglie e la figlia, che lo hanno accompagnato negli ultimi momenti della sua vita insieme alla sua colonna sonora preferita, quella del film di John Ford, "Un uomo tranquillo". Noto per il film "La notte dei morti viventi", Romero è stato un pioniere del genere cinematografico horror. Guillermo Del Toro, intervistato da Rolling Stone, ha dichiarato che il regista ha creato "un intero sottogenere del cinema".

Una vita vissuta all'insegna del cinema

Nato a New York il 4 febbraio 1939, Romero ha iniziato a realizzare filmati amatoriale con una telecamera 8mm regalatagli da uno zio. A 14 anni è stato arrestato per aver gettato dal tetto di un palazzo un manichino in fiamme: stava girando un corto di fantascienza, "L'uomo della meteora". Diplomatosi in pittura e scultura presso il Carnegie-Mellon Institute, per un po' fece il regista e l'attore nei teatri di Pittsburgh. Lavorò anche in tv, dove riuscì a mettere da parte dei soldi per fondare una società di produzione, "The Latent Image". Nel 1968 avvenne il suo debutto al cinema con "La notte dei morti viventi", realizzato con appena 10mila dollari. Divenuto un successo mondiale, il film incassò 30 milioni di dollari.

L'amicizia con Dario Argento

La carriera di Romero non è stata sempre segnata dai trionfi. Dopo il successo de "La notte dei morti viventi", nel 1972 girò "La stagione della strega" e nel 1978 "Wampyr", ma i film non ebbero uguale fortuna. A riportarlo sulla cresta dell'onda fu Dario Argento, grande amico di sempre, che nel 1978 produsse "Zombi". Il film, girato con un budget di 1,5 milioni di dollari, ne incassò oltre 40. In occasione di un'intervista rilasciata durante il Torino Film Festival, Romero disse: "Dario ha salvato la mia carriera, perché all’epoca è stato l’unico che ha voluto produrre "Zombi". Io ero in attesa di qualcosa da fare e lui mi ha chiamato, proponendomi questo film. [...] Gli sono molto grato perché ha ridato vita alla mia carriera". Maniaco del montaggio e dei cammei nei suoi film e in quelli altrui (come ne "Il silenzio degli innocenti" di Jonathan Demme), Romero diresse altri tre lungometraggi negli anni Duemila: "La terra dei morti viventi" (2005), "Le cronache dei morti viventi" (2007) e "L'isola dei sopravvissuti" (2009).

I primi tributi a Romero in rete

"George era un iconoclasta, una mente inquieta e un libero pensatore che ha usato l'horror per illuminare le tenebre intorno a noi", ha dichiarato Benicio Del Toro a Rolling Stone. I film di Romero infatti erano piccoli capolavori dell'orrore, che nel 1968 mostrarono al mondo i primi zombie. Ma le sue pellicole avevano anche un contenuto di fortissima critica sociale. Infatti, i suoi zombie non erano altro che una metafora degli esseri umani trasformati dal consumismo nella società contemporanea. Il cordoglio per la morte di Romero si è rapidamente diffuso in rete: il primo fra tutti a ricordare il regista è stato Edgar Wright, che ha diretto "L'alba dei morti dementi" e con cui Romero aveva un rapporto molto stretto. In un post molto toccante sul suo blog, Wright ha scritto: "Posso dire con certezza che senza George A. Romero non avrei questa carriera. Molte persone hanno con George un debito di gratitudine per l’ispirazione, e io sono uno dei tanti. Avrei iniziato la mia carriera in maniera molto diversa". Tra i tweet in ricordo di Romero, anche quello dello scrittore Stephen King, di cui il regista scomparso diresse la trasposizione cinematografica "Creepshow" nel 1982: "Triste di sapere che il mio collaboratore preferito - e buon vecchio amico - George Romero è morto. George, non ce ne sarà mai un altro come te".

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