Taylor Swift torna su Spotify dopo tre anni

La cantante Taylor Swift in concerto (Getty Images)
3' di lettura

In occasione dell'uscita di "1989", la cantante aveva annunciato il ritiro dalle piattaforme di streaming. Ora, dopo 100 milioni di copie vendute, il catalogo delle sue canzoni può fare ritorno, anche su Pandora e Amazon Music. Per la gioia dei sui fan

Taylor Swift ha annunciato il ritorno di tutto il suo repertorio sulle maggiori piattaforme di streaming musicale come Spotify, Pandora e Amazon Music. Nel 2015 l'artista aveva annunciato che non avrebbe pubblicato il suo album “1989” su Apple Music, in aperta critica col suo modello di business. Ma mentre su quest'ultimo servizio la musica della Swift, alla fine, era sbarcata grazie alla retromarcia di Cupertino, gli altri big dello streaming erano rimasti sprovvisti degli album della cantante americana. Ora la star annuncia anche qui il suo ritorno, dandone notizia sul proprio profilo Instagram Taylornation. Sarà una coincidenza, ma diversi fan hanno notato come il ritorno allo streaming dell Swift sia coinciso, inoltre, con l'uscita del nuovo album dell'ex amica Katy Perry, "Witness". Non sarebbe un'idea peregrina visto che da tempo le due cantanti-rivali si dedicano canzoni velatamente critiche ("Bad blood" della Swift, "Swish swish" della Perry).

 


 

Il post su Instagram

“Per celebrare le vendite di 10 milioni di copie per '1989' a livello mondiale e l'annuncio della 100 Million song certification della Riaa, Taylor vuole ringraziare i suoi fan riportando il suo catagolo su tutti i servizi streaming stasera a mezzanotte”, si legge nel post sul profilo Instagram. Al momento le canzoni sono già disponibili su Spotify Italia. Con "1989" Taylor Swift si è aggiudicata un Grammy award, oltre a un successo planetario. Secondo la rivista "Forbes", la cantante americana è la star più pagata nel 2016 con un guadagno di 170 milioni di dollari.

 

 

L'ostilità verso lo streaming

In passato la Swift non aveva fatto mistero del fatto che il trattamento riservato agli artisti da parte dei servizi di music streaming fosse mortificante. La cantante aveva spiegato il suo punto di vista in un post comparso sul suo profilo Tumbr, nel quale veniva chiarito perché "1989" non sarebbe stato pubblicato su Apple Music. La ragione, aveva spiegato la Swift, risiedeva nel fatto che nessun compenso veniva garantito a produttori, autori e performer per le canzoni ascoltate nei 3 mesi di prova gratuita offerti ai nuovi utenti del servizio. “Tre mesi di paga mancata sono lunghi, ed è ingiusto chiedere a qualcuno di lavorare per nulla in cambio. Lo dico con amore, rispetto e ammirazione per tutto il resto che Apple ha fatto. (…) Ma dico a Apple con tutto il rispetto che non è troppo tardi per cambiare questa politica e cambiare le menti di quelle del settore musicale che saranno profondamente e gravemente colpite da questo. Non chiediamo iPhone gratuiti. Per favore non chiedeteci di fornire la nostra musica senza alcun compenso”. Un messaggio che la Mela ha poi recepito, garantendo il compenso richiesto anche nei tre mesi contestati, tanto che fino a poche ore fa era proprio Apple Music l'unica piattaforma a possedere il repertorio della Swift.

Leggi tutto