Bob Dylan, il discorso di ringraziamento per il Nobel

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Il cantautore, che cita anche Omero, lo ha trasmesso all'ultimo all'Accademia svedese. Ora avrà accesso al premio di otto milioni di corone

Si è fatto attendere fino all'ultimo, in perfetto stile Bob Dylan. Ma alla fine il “menestrello del rock”, insignito del Nobel per la letteratura nel 2016, ha trasmesso nel fine settimana il suo discorso all'Accademia di Svezia e potrà così ritirare il premio di otto milioni di corone, pari a poco meno di 900mila euro.

La risposta all'ultimo momento

Ad annunciarlo in un tweet è stata la stessa segreteria dell'Accademia svedese. Dylan – dopo aver disertato la cerimonia di consegna del prestigioso riconoscimento, cui aveva partecipato e cantato per lui il classico "A Hard Rain's A Gonna Fall" la collega Patti Smith – aveva sei mesi di tempo, a partire dal 10 dicembre scorso, per far pervenire la sua Nobel lecture. Non avesse pronunciato il discorso, il cantautore non avrebbe avuto accesso al premio in denaro.


Il discorso di Bob Dylan

Dylan, che in un primo momento sembrava propenso a rinunciare al riconoscimento, aveva poi cambiato idea ricevendolo in forma privata, senza cerimonie, in occasione di un suo concerto. Il suo discorso è stato definito“straordinario” ed “eloquente” dal segretario permanente dell'Accademia Sara Danius. Ascoltando alcuni passi, però, non si può non rimanere ancora una volta sorpresi: “Non appena ho vinto il premio mi sono subito chiesto quale fosse il legame tra le mie canzoni e la letteratura – dice il “poeta” – le canzoni non sono letteratura: nascono per essere cantate, non lette”.

Chi ha influenzato il "poeta"

Parla delle influenze musicali, in primis Buddy Holly (“mi ha cambiato la vita, eravamo come familiari”), tra i suoi artisti preferiti, e di quelle letterarie, come "Moby Dick". "In Moby Dick - spiega Dylan - tutto è mescolato: la Bibbia giudaico-cristiana, le leggende britanniche, San Giorgio, Perseo, Ercole. Noi possiamo interpretare ciò che è al di sotto". E poi "Don Chisciotte", "Ivanhoe", "Robinson Crusoe", i "Viaggi di Gulliver", "letture classiche della scuola elementare, che formano il modo di vedere il mondo, che forniscono una comprensione della natura umana e un metro per misurare le cose - aggiunge - mi sono servito di tutto questo quando ho cominciato a scrivere i testi delle mie canzoni".

La citazione dall'Odissea

Tra i riferimenti letterari del cantautore anche l'Odissea. “Spero che alcuni di voi abbiano l’occasione di ascoltare i miei testi nel modo in cui sono stati concepiti, ovvero in un concerto o su un vinile o in qualunque altro modo la gente di oggi ascolti la musica", conclude Dylan. E citando Omero aggiunge: “Narrami, o Musa”.

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