A Napoli laurea honoris causa per Totò a 50 anni dalla morte

Antonio de Curtis, in arte Totò (Getty Images)
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L'Ateneo ha deciso di conferire il riconoscimento su proposta di Renzo Arbore. La cerimonia si svolgerà il prossimo 5 aprile, a pochi giorni di distanza dal 50esimo anniversario dalla scomparsa del "Principe della risata"

A cinquant’ anni dalla scomparsa di Totò l’Università di Napoli Federico II omaggerà l’artista partenopeo con una laurea honoris causa alla memoria in "Discipline della musica e dello spettacolo. Storia e teoria". L’Ateneo partenopeo, tra i più antichi d’Italia, ha accolto una proposta avanzata da Renzo Arbore, da sempre ammiratore del "Principe della risata".


Il titolo accademico - La cerimonia di conferimento del titolo accademico onorifico si terrà mercoledì 5 aprile, alle 12, nell'Aula Magna Storica. La laurea, ha spiegato Renzo Arbore, sarà concessa a Totò per "aver incarnato e portato sullo schermo tutte le 'articolazioni' dello spettacolo: dalla mimica alla comica, che gli riuscivano particolarmente spontanee, a quella teatrale e cinematografica, acquisite da una lunga esperienza personale che Totò ha vissuto e saputo catturare. Una cultura che rispecchia anche una napoletanità nobile che, nella sua carriera artistica e sociale, de Curtis ha sempre rappresentato naturalmente". Arbore in sede di conferimento del titolo dedicherà all’artista partenopeo una particolare 'Laudatio'.
"Il suo impegno come attore, la sua strepitosa, indimenticabile motilità fisica hanno saputo attingere alla grande tradizione della commedia dell’arte, ma anche sfruttare la relazione strettissima tra marionetta e corpo umano teorizzata e praticata dalle avanguardie storiche", ha detto anche il Rettore della Federico II Gaetano Manfredi. 


Il contributo alla lingua italiana - Nato a Napoli il 15 febbraio 1898 e morto a Roma il 15 aprile 1967, Antonio de Curtis, in arte Totò, è uno dei più grandi artisti del secolo passato, accostato a comici come Charlie Chaplin e Buster Keaton. Oltre a calcare con successo le tavole del palcoscenico teatrale, ha preso parte a quasi 100 pellicole tra cui "I soliti ignoti" di Mario Monicelli, "L’oro di Napoli" di Vittorio De Sica e "Uccellacci e uccellini" di Pierpaolo Pasolini. L'apporto del "Principe" alla cultura del Paese non è però limitato alla sola sfera teatrale e cinematografica: "Il contributo di Totò forse più decisivo, come già ricordava Tullio De Mauro - ha affermato il prorettore Arturo De Vivo - è quello fornito alla storia e alla coscienza linguistica italiana. La memorabile creatività linguistica di Totò ha infatti consegnato all’italiano neologismi fortunati (si ricordino le 'pinzillacchere'), esilaranti giochi linguistici, stranianti motti di spirito, alterazioni e deformazioni lessicali capaci di corrosive parodie dei più triti luoghi comuni".    

 

 

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