Gli Eagles of death metal in un documentario sulla strage del Bataclan

Gli Eagles of death metal (Getty Images)
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La pellicola, intitolata “Eagles of death metal: nos amis (our friends)”, è stata diretta da Colin Hanks, figlio di Tom, e sarà trasmessa a febbraio. Il filmato ripercorre la storia della band, gli attimi dell'attacco terroristico e il ritorno a Parigi nel dicembre del 2015

Gli Eagles of death metal tornano a parlare della tragica notte che ha segnato per sempre le loro vite e le loro carriere. Nel documentario “Eagles of death metal: nos amis (our friends)” i musicisti californiani racconteranno i terribili momenti vissuti il 13 novembre 2015 (FOTO - VIDEO), quando durante un loro concerto al Bataclan di Parigi tre terroristi fecero irruzione nel teatro uccidendo 89 persone, mentre altri terroristi per le vie di Parigi seminava il terrore in uno degli attacchi più sanguinosi avvenuti in Europa. La pellicola, prodotta dalla Live nation, sarà trasmessa sul canale Hbo il prossimo febbraio.

 

Un messaggio di speranza - A dirigere il progetto è Colin Hanks (figlio dell'attore Tom),  amico di lunga data dei membri della band. Il regista ha spiegato a "Deadline" che il suo non è un film politico, ma un'opera che mette in primo piano il rapporto di amicizia tra il leader degli Eagles of death metal Jesse Hughes e il co-fondatore della band Josh Homme, che quella notte non era al Bataclan. “Abbiamo pensato tutti e tre che un film sarebbe stato ideale per lanciare un messaggio di speranza e raggiungere più velocemente la mente e il cuore delle persone, facendo capire quanta forza ci voglia per superare certi momenti” .

 

Un racconto a 360° - Il film è diviso in tre parti: nella prima, la band viene presentata a quanti non la conoscono; nella seconda sono raccontati i fatti del 13 novembre, senza tuttavia mostrare immagini della strage; nell'ultima, invece, si assiste al ritorno degli Eagles of death metal a Parigi, meno di un mese dopo i fatti del Bataclan. I musicisti si ritrovarono infatti nella capitale francese nel dicembre 2015 per un concerto assieme agli U2, occasione che Colin Hanks descrive come “il primo passo nel tentativo di rimettere insieme i pezzi delle loro vite”.

 

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