Riscaldamento globale, Hollywood in campo in difesa dell'ambiente

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Shailene Woodley e Susan Sarandon (Getty Images)

Susan Sarandon, Shailene Woodley e Mark Ruffalo sono alcuni dei volti noti scesi in piazza a Los Angeles per manifestare contro l'apertura di un oleodotto

Hollywood si schiera in prima linea in difesa dell’ambiente.  Molti i  volti noti tra le 800 persone che si sono riunite nella giornata di ieri al MacArthur Park di Los Angeles per manifestare contro il riscaldamento globale ed esprimere il proprio “no” all’apertura di un oleodotto nello stato del North Dakota. Un evento di cinque ore in cui sono alternati dibattiti, performance musicali e proiezioni.

 

L’attacco ad Obama di Mark Ruffalo - “Non è solo un problema ambientale, è una questione di giustizia sociale. Possiamo farcela, possiamo fermare l’oleodotto, ma solo se siamo in tanti” ha spiegato Susan Sarandon, da anni una delle attrici più attive nelle battaglie a sostegno dell’ambiente. Ancor più mirato, l’attacco di Mark Ruffalo, che si è rivolto direttamente al capo del governo americano: “Presidente Obama, è immorale da parte sua continuare a permettere trivellazioni nelle nostre terre e nelle nostre acque pur professandosi un sostenitore delle politiche ambientali". Tra i manifestanti c'era anche Jaden Smith, figlio di Will, che ha ereditato da suo padre un forte interesse per la causa ambientalista.

 

Il sostegno agli indiani d’America di Shailene Woodley - Non poteva mancare all’appuntamento Shailene Woodley: l’attrice era stata arrestata lo scorso 10 ottobre proprio mentre manifestava a sostegno dei Sioux contro l’apertura della monumentale opera che permetterebbe di trasportare petrolio e gas dai giacimenti del North Dakota alle raffinerie sulla costa del golfo del Messico. La giovane star ha ribadito il proprio sostegno agli indigeni sfoggiando trucco e accessori caratteristici delle tribù degli indiani d’America: “Gli indigeni, per la maggior parte, fanno parte di comunità marginalizzate: le comunità ai margini sono quelle più compromesse dalle politiche delle industrie dei combustibili fossili”, aveva fatto sapere in un comunicato diffuso subito dopo il suo arresto.

 

La manifestazione di ieri è parte di una serie di incontri promossi in tutti gli Stati Uniti da Josh Fox, attivista noto per il documentario del 2010 candidato all’Oscar “Gasland” che mostrava l’impatto negativo di trivellazioni e fratturazioni idrauliche.

 

 

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