Wonder Woman ambasciatrice Onu, tra le polemiche

Wonder woman nella celebre serie Tv degli anni '70, interpretata da Lynda Carter (Getty Images)
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Contestata la scelta del celebre personaggio dei fumetti della DC Comics come un simbolo della parità di genere



Wonder Woman diventa ambasciatrice onoraria delle Nazioni Unite per la parità di genere. La cerimonia è stata organizzata presso la sede del Consiglio sociale delle Nazioni Unite a New York alla presenza del segretario generale Ban Ki-Moon, dell’attrice Lynda Carter, che vestì i panni del personaggio nella serie tv degli anni Settanta, e di Gal Gadot, che invece è il nuovo volto cinematografico di un'eroina in realtà appartenente all'immaginario. Wonder Woman, vero nome Diana Prince, infatti è una super eroina creata per fumetti della DC Comics (la casa editrice di Batman e Superman) da William Moulton che proprio il 21 ottobre compie 75 anni.



La polemica – Questa onorificenza ha però scatenato qualche polemica perché da più parti è stato sollevato il dubbio che Wonder Woman non rappresenti l'emancipazione femminile. Fra le reazioni più dure sollevatesi all’interno della comunità femminista si legge quella di WomanSG, l’organizzazione nata per favorire l’elezione di una donna alla guida dell’Onu, che si è detta “estremamente delusa del fatto che “una versione muscolare della bambola Barbie” potesse essere eletta a modello di emancipazione femminile. La situazione si è talmente infiammata negli Stati Uniti da provocare una petizione online in cui si chiede di ripensare alla scelta di rendere l'eroina un'ambasciatrice onoraria.  



 

La scelta dell’Onu- Prima di orientare la scelta su Wonder Woman l’Onu, alla ricerca di un simbolo moderno per il quinto (l'uguaglianza tra uomini e donne) dei 17 punti dedicati alla crescita sostenibile nell'Agenda 2030, ha scartato sette personaggi femminili. Poi, a inizio ottobre, l’annuncio: non sarà una persona, ma un fumetto a portare le insegne della parità di genere. L’eroina viene dunque consacrata ufficialmente nel suo ruolo di guida per “donne e ragazze” nella loro “lotta per la parità di genere portando cambiamenti positivi nelle loro case”, scrive l’Onu.

 

 

Un problema di outfit – Altro tema particolarmente controverso in relazione a questa scelta, almeno negli Stati Uniti, è quello legato al costume del personaggio dei fumetti, come raccontanto anche dal New York Times. Per il momento resta la promessa della DC Entertainment, l’editore di Wonder Woman: l’eroina sarà “regale” ed “appropriata”, con un look che sia “nobile” e “forte”, ma che lasci intatto il suo “appeal mondiale”.

 

 

Wonder Woman al cinema – Oltre che nel celebre fumetto nato nel 1941, e nella serie tv andate in onda la prima volta fra il 1975 e il 1979 per tre stagioni, il super eroe femminile è stato già protagonista sul grande schermo nel film “Batman v Superman”, con l’interpretazione proprio della Gadot. Mentre nel 2017 il personaggio è atteso in veste di assoluto protagonista nella pellicola intitolata “Wonder Woman”, sotto la direzione di Patty Jenkins e comparirà anche nei film “Justice League” e “Justice League 2”, che metteranno in scena un nutrito gruppo di eroi della DC come Flash, Superman e lo stesso Batman.

 


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