Dario Fo e l'arte del Grammelot. Video

Imitare una lingua con la mimica e con suoni che quasi mai corrispondono a parole reali. E' stata una delle tecniche recitative del premio Nobel. Che alla domanda che cos'è la satira rispondeva: "E' una cronaca diretta, in paradosso e in assurdo". VIDEO

In piedi sul palco, poche parole di senso compiuto, tanti gesti e suoni. E’ il grammelot, una tecnica di recitazione che Dario Fo, scomparso oggi all’età di 90 anni, padroneggiava con disinvoltura. Si tratta di un gioco verbale che consiste nell’evocare, con suoni che non corrispondono quasi mai a parole reali e con l’utilizzo della mimica, le cadenze tipiche di una lingua o di un dialetto.

 

La sua definizione di satira - Una forma di recitazione legata alla satira, di cui Dario Fo è stato maestro al punto d’essere insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1997. In un’intervista lo scrittore definisce la satira come “una cronaca diretta, in paradosso e in assurdo”, richiamando anche i grandi maestri del passato come Michelangelo e la sua Cappella Sistina.

 

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