Scala, presentata la stagione della danza. Proteste dei ballerini

"Sogno di una notte di mezza estate", coreografia George Balanchine. Archivio Fotografico Fondazione Teatro alla Scala. Foto: Brescia-Amisano
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Tre nuove produzioni e tante novità per il 2016/2017. Ma i danzatori lamentano “pochi titoli classici” e proclamano lo stato di agitazione. Mercoledì l'incontro con il sovrintendente

Tre nuove produzioni su sette balletti in cartellone. Grande spazio ai talenti italiani, non solo danzatori ma anche coreografi. Direzione d’orchestra affidata ai più importanti nomi internazionali. Tra tutti spicca quello di Zubin Mehta. E’ una stagione piena di novità quella annunciata dal Teatro alla Scala di Milano. Una stagione che per la prima volta nella storia del Piermarini, viene presentata in una conferenza stampa tutta dedicata alla danza e che precede quella sull’opera. Un segnale evidente dell’importanza che il sovrintendente Alexander Pereira vuole dare al balletto. Importanza legata anche al desiderio di dare al Corpo di Ballo un’impronta personale e diversa. Diversità che però non sembra esser stata ben accolta dai danzatori che hanno proclamato uno stato di agitazione e chiesto delle modifiche alla programmazione. E per l'11 maggio è stato fissato un incontro con il sovrintendente.

 

 

I motivi della protesta – Programmazione sbilanciata, lontana dalla tradizione, che relega i titoli del repertorio classico a fine giugno e luglio lasciando i danzatori troppo tempo senza la possibilità di ballare i grandi classici. Con il rischio di perdere loro la forma fisica e la Scala la sua identità legata al balletto classico. Sono questi i motivi della protesta dei danzatori. “Questa programmazione è il segnale di un cambiamento – si legge in un comunicato - che dà la priorità a titoli contemporanei e moderni, non tiene conto della nostra identità e caratteristica di Compagnia di estrazione classica, come le grandi Compagnie storiche internazionali. Ci vuole invece trasformare gradatamente in una compagnia d'autore".

 

 

Pereira: grande importanza al balletto - Dal canto suo, il sovrintendente Pereira ha ribadito in conferenza stampa il suo desiderio di mantenere la tradizione a cui si unisce quello di voler “svecchiare”, rinnovare, dare alla Scala una propria identità ben riconoscibile a livello internazionale. Proprio con questo obiettivo è stato scelto come direttore un coreografo (Mauro Bigonzetti, nominato dopo le dimissioni improvvise di Makhar Vaziev, ndr). Pereira ha inoltre sottolineato i numeri che dimostrano l’importanza che si vuole dare al balletto: tre produzioni nuove in una stagione, più di 60 recite, che salgono a 80/90 con le tournée.  

 

La stagione – In quest’ottica di novità ad aprire la stagione, per come è stata presentata, sarà una nuova versione di “Coppelia” firmata dallo stesso Bigonzetti, reduce dal successo di “Cinderella”, che avrà come étoile Roberto Bolle. A seguire “Serata Stravinskij”, con Zubin Mehta direttore d’orchestra, che porterà in scena la versione di Glen Tetley di “Le sacre du printemps” e il classico “Petruska” di Michail Fokine. Poi un’altra novità, “Shéhérazade”, nella nuova versione affidata al giovane coreografo Eugenio Scigliano, e  il progetto più sperimentale della stagione: una coreografia affidata a tre danzatori scaligeri che per la prima volta si esprimeranno come coreografi (Marco Messina, Matteo Gavazzi e Stefania Ballone). Si continua con una nuova coreografia di Bigonzetti, “Progetto Handel”, creata per l’étoile Svetlana Zakharova, per arrivare a uno dei balletti più noti di George Balanchine,  “Sogno di una notte di mezza estate”, e finire con il “Lago dei Cigni” di Alexei Ratmansky e “Romeo e Giulietta” di Kennet Mac Millan, che vedrà sul palco la splendida danzatrice Marianela Nunez.

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