McCurry e la foto "ritoccata", lo scatto resta alla Reggia di Venaria

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Lo scatto intitolato "L'Avana Cuba, 2014" è finito al centro delle polemiche perché rimaneggiato in modo “grossolano” con Photoshop. La segnalazione era partita da un visitatore della personale del fotografo statunitense 

Non era facile accorgersi del “grossolano” fotoritocco, eppure un visitatore della mostra di Steve McCurry alla Reggia di Venaria lo ha notato e ne ha scritto un post sul suo blog personale. Non poteva immaginare che le sue poche righe sullo scatto intitolato "L'Avana Cuba, 2014" (nella foto in alto) avrebbero scatenato un vespaio di polemiche talmente forte da arrivare persino all’orecchio del celebre fotografo statunitense e diventare così un vero e proprio caso.

 

Il post - Ma andiamo con ordine. E’ il 23 aprile quando Paolo Viglione, fotografo di Dronero, in provincia di Cuneo, va a vedere la mostra di McCurry. “Guardando una foto di Cuba con attenzione, noto un grossolano errore di photoshop” scrive Viglione sul suo blog per spiegare le sue intenzioni e chiarire quanto successo. Nel post dal titolo "Quando McCurry inciampa nel Photoshop", poi rimosso a seguito delle polemiche, Veglione descriveva gli interventi digitali sbagliati fatti sulla foto come, ad esempio, un pezzo di palo che spunta dalla gamba di un uomo stagliato sullo sfondo della foto.

 

Qui sotto gli scatti ripresi dalla pagina Facebook della fotografa Marianan Santoni:

 

Le polemiche - Veglione spiega però che il suo intento non era quello di denunciare l'uso di Photoshop: "Il mio voleva essere un po’ tipo “guarda che buffo, un errore MINIMO fatto da un grande, a volte scappano!” spiega.

E invece, il suo posto diventa suo malgrado l'occasione per tornare sulle polemcihe contro Steve McCurry, accusato da molti di abusare del fotoritocco. Accuse alle quali replica il fotografo in prima persona per ammettere che sì, c’è stato un rimaneggiamento col computer, ma realizzato in modo sbagliato da un suo collaboratore.

 

 

La foto resta al suo posto - All’inizio, come anticipato dal quotidiano la Stampa, era stato deciso di togliere lo scatto tra le 250 foto in mostra alla Reggia di Venaria (come fatto invece dal sito della Magnum). Oggi, arriva il contrordine: "L'Avana Cuba, 2014" resterà al suo posto. Al momento - aggiungono organizzatori e curatori - non sarà affiancata da una didascalia che ne spieghi gli interventi tecnici che ne hanno accompagnato la produzione.

Dall'entourage della mostra la risposta unanime a coloro che hanno puntato il dito contro i 'ritocchini' digitali è: "Non c'è nulla di cui vergognarsi".

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