X Factor dà il benvenuto ai rifugiati

Nell’Ante Factor del 6° live, le storie dei sei concorrenti in gara si sono intrecciate a quelle di sei ragazzi rifugiati in fuga dai propri paesi, da guerre, dittature, violazioni dei diritti umani, limitazioni della libertà di ogni tipo, persino quella di fare musica. L’iniziativa di sensibilizzazione nasce nell’ambito della collaborazione tra X Factor e UNHCR – l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati

X Factor con i rifugiati. Nell’Ante Factor del 6° live, infatti, le storie dei sei concorrenti in gara si intrecciano a quelle di Alaa, Rahell, Aya, Oyetundè, Ayse, Baryali. Sei ragazzi rifugiati. In fuga dai propri paesi: da guerre, dittature, violazioni dei diritti umani, limitazioni della libertà di ogni tipo, persino quella di fare musica.

 

Alaa, Rahell, Aya, Oyetundè, Ayse, Baryali raccontano ai ragazzi di X Factor la propria vita oggi, una vita che con molta fatica stanno cercando di ricostruire, tra sogni spezzati e speranza nel futuro. Hanno tra i 16 e i 31 anni,  la stessa età dei ragazzi di X Factor e molti di loro condividono la passione per la musica: un linguaggio straordinario, che abbatte barriere e confini e che ci ricorda che l’integrazione e la tolleranza passano anche dal conoscere e accettare le culture “altre”.

 

Magari anche attraverso poche note emesse da un bellissimo violino…


 

L’iniziativa di sensibilizzazione nasce nell’ambito della collaborazione tra X Factor e UNHCR – l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, agenzia impegnata da oltre 60 anni nel proteggere e assistere oltre 55 milioni di persone in 123 paesi del mondo.

Oggi più che mai, di fronte alla crisi di rifugiati senza precedenti a cui il mondo sta assistendo, è importante sapere chi sono e da cosa stanno fuggendo, per garantire loro accoglienza, protezione e solidarietà.

 

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