Scala, “Cello Suites”: la danza incontra la musica da camera

Una foto di Cello Suites. Foto: Peter Schnetz
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La coreografia di Heinz Spoerli, su tre Suites per violoncello solo di Bach, in scena per la prima volta al Piermarini dal 5 marzo. “Non so se sia più un concerto da vedere o un balletto da sentire” afferma il primo violoncello Massimo Polidori

“Non so se sia più un concerto da vedere o un balletto da sentire”. Così il primo violoncello del Teatro alla Scala di Milano Massimo Polidori definisce Cello Suites, il balletto creato da Heinz Spoerli su tre Suites per violoncello solo di Johann Sebastian Bach, in scena al Teatro alla Scala di Milano dal 5 marzo (FOTO). Un debutto scaligero che segna anche una novità su cui il Piermarini ha scelto di puntare anche nei prossimi anni: l’incontro tra la danza e la musica da camera. “Vogliamo avere ogni stagione tre nuove produzioni per il balletto: due di repertorio (che quest’anno sono Schiaccianoci e Bella Addormentata, ndr) e una dedicata a coreografie costruite su musica da camera. Cello Suites sarà solo la prima di una serie. Tutti i più importanti coreografi contemporanei hanno realizzato opere con musica da camera. Si crea un'atmosfera molto intima e uno scambio tra musicisti e danzatori unico. E Heinz Spoerli è uno di quelli che è riuscito meglio in questo intento” spiega in conferenza stampa il sovrintendente del Teatro alla Scala Alexander Pereira.

Una novità. Un dialogo tra danza e musica che si snoda attraverso diciotto movimenti in cui i corpi dei ballerini vibrano insieme alle corde del violoncello. “E’ un lavoro utile per i danzatori” sottolinea il direttore del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala Makhar Vaziev. E un’opportunità anche per gli orchestrali. “Quando mi avvicinai per la prima volta alle suites di Bach, un grande maestro mi disse che dovevo suonare immaginando di farlo per un danzatore. Di non pensare la musica solo strumentalmente. Pensare di suonare mentre qualcuno si muove su quelle note aiuta a misurare meglio le pause e ad essere più fedeli alla partitura. Allora mi suonarono strane quelle parole. Oggi ne capisco il senso e l’importanza” spiega Massimo Polidori, che con Sandro Laffranchini si alterna al violoncello in Cello Suites.

Una musica, quella di Bach, che per il coreografo svizzero Heinz Spoerli “è capace di far liberare al meglio il talento dei danzatori. Solo Bach riesce in questo. E’ un compositore aperto su cui si può plasmare qualunque movimento. Ed è soprattutto un compositore che va al di là del tempo. Assolutamente contemporaneo. Per questo l’ho scelto. Io amo il balletto classico ma cerco di dare sempre un approccio contemporaneo alle mie coreografie, di portarle nel XXI secolo. E Bach mi permette di farlo”. Nel balletto, pura danza astratta senza narrazione ispirata al vento, le tre suites di Bach sono contraddistinte da costumi e colori diversi: rosso, verde e blu. Sul palco il Corpo di Ballo della Scala impegnato in una prova che riesce, come sottolinea Spoerli, a mettere in luce le loro qualità. “Il maestro ci ha insegnato tanto fin dalla prima prova. La sua coreografia è fatta di movimenti puliti costruiti su una musica lirica che mette in risalto la sensualità e la femminilità” dice la giovanissima Nicoletta Manni, prima Ballerina Del Teatro alla Scala, tra le interpreti principali.

*Nelle variazioni di Cello Suites danzeranno primi ballerini, solisti e artisti del corpo di ballo: Nicoletta Manni, Claudio Coviello, Antonino Sutera, Mick Zeni, Vittoria Valerio, Virna Toppi, Marco Agostino, Antonina Chapkina, Denise Gazzo, Alessandra Vassallo, Timofej Andrijashenko, Nicola Del Freo, Angelo Greco, Walter Madau Lusymay Di Stefano e Christian Fagetti.

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