"Il gesto delle mani" al Festival del cinema di Berlino

1' di lettura

L'Italia sarà rappresentata alla Berlinale anche dal documentario di Francesco Clerici. Il film segue il processo di creazione di una scultura di Velasco Vitali, la cui tradizione risale al V secolo a.C quando furono creati i bronzi di Riace. VIDEO

A rappresentare l’Italia alla 65/a edizione del Festival internazionale del cinema di Berlino (5-15 febbraio) ci sarà anche il documentario Il gesto delle mani (Hand Gestures) di Francesco Clerici. Il film è l’unico italiano presente nella sezione Forum della Berlinale, dedicata alla sperimentazione visiva e di contenuto, che quest’anno propone 43 film.

L’antica tecnica della scultura in bronzo - Al centro del documentario c’è l’antica tecnica della scultura in bronzo. Mani che formano, impastano, modellano, svelando un'immutata cultura tecnica: quella della fusione a cera persa, la cui tradizione risale al V secolo a.C., quando furono creati i bronzi di Riace.
Il gesto delle mani segue il processo di creazione di una delle sculture dell’artista Velasco Vitali presso la Fonderia Artistica Battaglia di Milano; fondata nel 1913 è una delle più antiche d'Italia. Nonostante le numerose innovazioni tecnologiche introdotte nei secoli, qui ancora oggi si seguono gli stessi passaggi usati una volta: questa continuità "gestuale" viene sottolineata nel film anche dal continuo mescolarsi di materiale di archivio in 16mm del 1967 alle riprese di oggi. Perché sono le mani e i loro gesti che ci legano al mondo e creano una linea di collegamento dal passato al presente.

L’Italia al Festival tra tradizione e innovazione - Oltre che con Il gesto della mani, alla 65/a edizione del Festival internazionale del cinema di Berlino l'Italia corre con una storia di doppia identità sessuale, Vergine giurata dell'esordiente Laura Bispuri, mentre nella sezione Special scende in campo un vero classico, Torneranno i pirati di Ermanno Olmi. E ancora, Cloro di Lamberto Sanfelice e Short skin di Duccio Chiarini.

Leggi tutto