Scala, in scena un Romeo e Giulietta di star internazionali

Marta Romagna e Gabriele Corrado in Romeo e Giulietta, nell'allestimento Frigerio-Squarciapino. Foto: Marco Brescia. Archivio Fotografico Fondazione del Teatro alla Scala
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Nella Milano che ha accolto il vertice Asem, ospiti del Piermarini molti artisti stranieri. Come Alina Somova o la direttrice d’orchestra Zhang Xian. Sul palco anche Roberto Bolle e Marta Romagna, che ricorda la loro prima volta nel balletto di Mac Millan

“Se vi capiterà di girare passate per il Teatro alla Scala, passate dai luoghi che hanno segnato la cultura di questa città e pensate ai grandi, come il maestro Arturo Toscanini”. E’ l’appello che ha rivolto il presidente del Consiglio Matteo Renzi agli imprenditori in apertura del vertice Asem a Milano, che si è concluso venerdì con l'incontro tra Poroshenko e Putin e un parziale accordo sul gas. Un vero e proprio invito a teatro arrivato in un momento in cui un altro ente lirico importante, il Teatro dell’Opera di Roma, è in piena bufera dopo la decisione di licenziare ed esternalizzare orchestra e coro.
E alla Scala, in questi giorni, è in scena Romeo e Giulietta, il balletto nella versione di Kenneth Mc Millan (FOTO), sulle musiche di Prokoviev, ispirato alla celebre tragedia di William Shakespeare nell’allestimento creato nel 2010 da Mauro Carosi e Odette Nicoletti. Uno spettacolo che porta in scena talenti di nazionalità diversa, in un incontro culturale che si svolge in perfetta sintonia con quanto intanto è accaduto nei palazzi istituzionali milanesi.

Protagonisti delle prime recite l’étoile Roberto Bolle, il danzatore che tutto il mondo invidia all’Italia, e Alina Somova, stella del Balletto del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo. Nel ruolo di Giulietta ospiti del Teatro alla Scala anche un’altra danzatrice russa di fama internazionale, Natalia Osipova, e Marianela Nuñez, principal del Royal Ballet di Londra. La direzione dell’orchestra è affidata a una donna, Zhang Xian, di nazionalità cinese. Tanti i talenti nostrani in scena. Come Gabriele Corrado, Claudio Coviello, e Marta Romagna, prima ballerina del Teatro alla Scala che debuttò insieme a Roberto Bolle, tanti anni fa, proprio in questo balletto come ricorda su Twitter.



“Eravamo due bimbi. Ho tanti ricordi. Le prove, l’emozione di andare in scena. Era per entrambi il primo Romeo e Giulietta. Io avevo solo 19 anni. E ho avuto la fortuna di lavorare questo ruolo con Elisabetta Terabust (nota ballerina italiana che ha diretto anche il Teatro alla Scala, ndr) e con Georgina Parkinson, che è morta qualche anno fa. Mi hanno insegnato tutto. Dalle difficoltà più tecniche richieste dal balletto a quelle più interpretative. Come tenere in mano il veleno o stare fermi in scena. Si impara anche quello. Ed è estremamente difficile comunicare al pubblico restando immobili” racconta Marta Romagna.

Da allora è stata Giulietta tante volte. E in diverse fasi della vita. “L’ho danzata da giovane fidanzata, da moglie, da mamma di un figlio e ora da mamma di due”. Cosa cambia? “Ora sicuramente il III atto, quello più sofferto, in cui si consuma la tragedia, mi è più consono rispetto a quando ero un’adolescente. Ma oggi sono anche molto più fragile di allora e mi capita di commuovermi con molta più facilità. Difficilmente in scena riesco a trattenere le lacrime”.
E se la vita entra in scena, accade anche il contrario. “Quando esco da teatro, dopo aver danzato Romeo e Giulietta, ci vuole un po’ per riprendermi. Per qualche ora resta un vuoto. Ieri, ad esempio, dopo aver passato il pomeriggio in sala a provare il III atto, sono andata a prendere in piscina mio figlio Francesco. Lo guardavo nuotare, con tutto l’orgoglio e la gioia di una mamma. Ma nelle braccia sentivo le forze venire meno. Poi passa. Fa parte del nostro lavoro”.


*Nelle recite, nei ruoli principali, si alterneranno le coppie Alina Somova-Roberto Bolle, Natalia Osipova-Claudio Coviello, Marianela Nuñez-Gabriele Corrado, Marta Romagna-Gabriele Corrado, Nicoletta Manni-Marco Agostino, Vittoria Valerio-Angelo Greco.

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