Cagliari, gli attori della Turandot indossano i Google Glass

Gli artisti in scena con i Google Glass
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È andato in scena al Teatro Lirico il primo esperimento di opera interattiva: artisti e tecnici, grazie agli occhiali di Mountain View, hanno mostrato lo spettacolo da una prospettiva nuova. Video e foto sono stati pubblicati sui social network

La tecnologia incontra la lirica. È successo, per il primo esperimento al mondo di opera interattiva, al Teatro Lirico di Cagliari. In scena la Turandot di Giacomo Puccini, ma con una novità: alcuni attori, ballerini, orchestrali e tecnici, durante lo spettacolo, hanno indossato i Google Glass. Le foto e i video, che mostrano l’opera attraverso gli occhi di chi la stava mettendo in scena, sono stati postati sui social network in tempo quasi reale. In questo modo anche chi non era a teatro ha potuto ammirare lo spettacolo da una prospettiva del tutto nuova.

Uno dei momenti ripresi con i Google Glass



La sperimentazione è iniziata con la prima del 30 luglio, che ha trovato spazio anche sui giornali internazionali, e resterà in scena a Cagliari fino al 16 agosto. L'idea, commentano dal teatro, è buona, ma c'è ancora parecchio da limare. Intanto bisogna fare i conti con i limiti tecnici imposti da Mountain View. Al momento, ad esempio, non è possibile fare uno streaming. È per questo che l'unità di ricerca e sviluppo tecnologico del Lirico di Cagliari, guidata da Nicola Fioravanti, ha aggirato l'ostacolo creando una staffetta tra chi sul palco indossava gli occhiali multimediali e i tecnici. Così il download avveniva quasi in tempo reale e grazie all'app “semestene” - realizzata in partnership tra il MediaLab del Lirico e la TSC Lab - le foto e i video prodotti da orchestrali e attori potevano essere automaticamente postati sui social network del teatro. L’obiettivo della sperimentazione è quello di far avvicinare all’opera lirica un pubblico più giovane. “Questa alla fine è la vera sfida”, dice il Sovrintendente del Lirico Mauro Meli, che da quando è tornato alla guida del Teatro ha puntato tutto sull'innovazione. Nella pausa tra il secondo e il terzo atto, ha svelato Meli all’Ansa, c’erano “300 mila persone collegate in Rete, la sala ne tiene 1.200”. Il Sovrintendente del Lirico ha spiegato anche che c'è un perché se proprio la grande incompiuta del maestro Giacomo Puccini è stata scelta per tentare l'evento. "Con Turandot - racconta Meli - l'opera lirica entra nel futuro, melodicamente e armonicamente parlando. È l'ultima opera italiana, così come il mondo la immagina: ci pareva adatta”.

Un altro momento della Turandot vista con i Google Glass

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