Roberto Bolle & Friends, un evento oltre la danza

Roberto Bolle all'Arena di Verona
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Sold out, quasi 14 mila persone, tifo da stadio. Il galà organizzato dal celebre danzatore ha infiammato l'Arena di Verona. Tante le stelle internazionali in un repertorio che spazia dal classico al contemporaneo. Prossima tappa: Terme di Caracalla

di Chiara Ribichini

Quasi 14mila persone presenti. Sold out. Pubblico da stadio. E, soprattutto, una parata di stelle internazionali come raramente si vede. Roberto Bolle & Friends, che è andato in scena il 22 luglio all'Arena di Verona per la seconda tappa del tour dopo Genova e che proseguirà alle Terme di Caracalla a Roma venerdì 25 luglio per poi toccare anche Trieste e Torre del Lago, non è solo un galà di danza dei più eccellenti a livello internazionale. E' ormai diventato in Italia un vero e proprio evento capace di avvicinare alla danza persone che abitualmente non frequentano teatri. E che magari non hanno mai visto un balletto. Un pubblico arrivato anche da lontano, con tanto di pullman organizzati. Famiglie, persone anziane, giovani. Hanno resistito alla pioggia nell'Arena di Verona per quasi due ore sotto impermeabili improvvisati nella speranza di sentire quei tre rintocchi di gong che annunciano l'inizio dello spettacolo. E quando Roberto Bolle si è affacciato sul palco, con i pantaloni di una tuta da riscaldamento bordeaux e sopra il corpetto nero del principe Siegfried, pronto per danzare il pas de deux del terzo atto del Lago dei Cigni, e ha alzato gli occhi al cielo per capire se le nuvole si fossero davvero dissolte, è esploso quello che a un tratto è sembrato davvero uno stadio. Con tanto di ola cui hanno preso parte anche gli orchestrali.

Così, come la tradizione dell'Arena di Verona vuole, spenti i riflettori sul palco e in platea, tra il pubblico si sono accese migliaia di lucine. E, al primo gesto del maestro d'orchestra Julian Kovatchev, il buio e il silenzio hanno invaso le gradinate. Sulle note di Romeo e Giulietta di Prokoviev lo spettacolo ha preso il via. E non esiste uno scenario migliore per il pas de deux del primo atto dell'Arena di Verona. A danzarlo, nella celebre versione del coreografo inglese Kenneth MacMillan, la prima ballerina dell’American Ballet Theatre di New York Hee Seo insieme al principal del Boston Ballet Eris Nezha, ex scaligero. Non manca nulla. Verona, il balcone, le gradinate, l'amore sofferto che condurrà alla morte. Poi, entra in scena lui, Roberto Bolle, étoile del Teatro alla Scala di Milano, principal dancer dell'American Ballet di New York, creatore della serata, il danzatore che tutti ci invidiano. Con Polina Semionova, principal dell'American Ballet Theatre, sfoggiano subito una tecnica impeccabile nel pas de deux del terzo atto del Lago dei Cigni. Acclamati, applauditissimi, esprimono al meglio tutte le loro doti espressive nel sensualissimo passo a due della Carmen di Bizet nella versione firmata da Roland Petit.

Tante le star dell'American Ballet Theatre e non solo invitate da Roberto Bolle per il suo evento. Come Julie Kent, una delle danzatrici più importanti degli ultimi 20 anni. Con lei Bolle danza Sinatra Suite, lavoro coreografico di Twyla Tharp su musiche del grande cantante. Splendida Julie Kent nell'interpretazione di Apothéose, con Cory Stearns, coreografia di Marcelo Gomes costruita sull'Allegretto della Sinfonia n. 7 di Beethoven. Altra stella della serata Daniil Simkin, giovanissimo talento russo in forza all'American Ballet, che entusiasma il pubblico con salti virtuosistici di rara difficoltà nell'assolo Le Bourgeois di Ben Van Cauwenberg su musica di Jacques Brel e poi nel pas de trois de Le Corsaire. La serata alterna classici del repertorio, tra cui anche Tchaikovsky Pas de deux di George Balanchine, a sperimentazioni più contemporanee. Come Mono Lisa, di Itzik Galili su musica di Thomas Hofs, in cui accanto a Roberto Bolle danza Alicia Amatriain, principal dello Stuttgarter Ballet. Danzatrice con gambe capaci di raggiungere altezze oltre ogni limite.

Gran finale con Roberto Bolle e Polina Semionova in Passage, creazione di Marco Pelle, ispirata al cortometraggio presentato allo scorso Festival del Cinema di Venezia, di Fabrizio Ferri. Un passo a due in cui i corpi dei danzatori si intrecciano e scivolano sotto una pioggia immaginaria. E lo stesso Bolle lo spiega così: "E' la storia di un uomo alla ricerca di se stesso. Nella sua affannata corsa c'è tutta la fatica della vita, il dolore, lo slancio verso qualcosa a volte raggiungibile, a volte no. Fino al momento in cui entra nel buio. E il vero passaggio comincia lì. Da quel momento la danza diventa strumento essenziale per portare l'uomo dal buio alla luce, dalla schiavitù alla libertà".

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