YouTube, versione a pagamento per la musica in streaming

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Il portale di video-sharing ha confermato il lancio entro la fine dell’anno di un servizio premium, con caratteristiche simili a Spotify, Deezer e Beats Music. Mentre le etichette indipendenti protestano, ecco perché BigG punta sugli abbonamenti musicali

Niente pubblicità e possibilità di ascolto dei brani anche in modalità offline. Il tutto dietro pagamento di un abbonamento che dovrebbe aggirarsi intorno ai 10 dollari al mese. Sono queste alcune delle caratteristiche del nuovo servizio musicale premium che YouTube è pronto a lanciare. La conferma è arrivata da un portavoce del sito di video-sharing, che ha parlato al Financial Times di un test interno in partenza nei prossimi giorni, per poi aprire il servizio a tutti gli utenti entro la fine dell’anno.

Music Pass? - Sembra quindi destinato a diventare realtà quel “Music Pass” di cui le testate specializzate parlano ormai da mesi. Come ha confermato il portavoce di YouTube, si tratterebbe di un servizio che va in diretta competizione con i colossi dello streaming musicale come Spotify (sbarcato anche in Italia nel febbraio 2013), Deezer, Beats Music (acquisita di recente da Apple) e lo stesso Google Play Music All Access. 
La versione premium andrebbe così ad affiancarsi a Vevo (il portale per l’ascolto gratuito dei brani online controllato in parte della case discografiche Universal e Sony e in parte dalla stessa YouTube) e alla versione gratuita di YouTube (su cui i video continuerebbero a essere disponibili con la pubblicità).

Le proteste delle etichette indipendenti - La notizia dell’arrivo di YouTube premium ha scosso non poco il mondo della musica. Se è vero che il 95% delle etichette ha subito deciso di aderire al nuovo servizio, una minoranza di case indipendenti ha deciso di starne fuori, denunciando l’imposizione di condizioni contrattuali non vantaggiose. Alison Wenham, presidente di WIN, organizzazione che riunisce molte delle etichette indipendenti al mondo, ha scritto una lettera a Vince Cable, ministro dell’Economia britannico, per denunciare “minacce da parte di YouTube di bloccare i repertori delle etichette indipendenti” nel caso decidessero di non firmare il nuovo contratto.
In realtà, come spiega The Guardian, ancora non sono del tutto chiare le condizioni di YouTube, così come la reale volontà di escludere parte dei contenuti dalla versione gratuita.

Un mercato in forte crescita - Quel che è certo, comunque, è che Google intende monetizzare ancora di più la forte vocazione musicale che da sempre contraddistingue YouTube. Come spiega l’ultimo rapporto dell’IFPI sulla musica digitale, già oggi “con oltre un miliardo di utenti, YouTube è il più grande punto di accesso alla musica a livello globale”. L’obiettivo ora è di creare un’alternativa ai tanti servizi di streaming musicale che stanno facendo registrare un boom. Sempre secondo il report dell’IFPI, nell’ultimo anno i guadagni dei servizi di streaming sono cresciuti del 51,3%, superando per la prima volta quota 1 miliardo di dollari. In tutto il mondo ci sono già 28 milioni di utenti che pagano per ascoltare la musica in streaming. Con l’arrivo di YouTube potrebbero diventare molti di più.

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