Venezia, James Franco e l'inferno di McCarthy

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L'attore passa dietro alla macchina da presa e porta al Lido un film tratto dal romanzo Figlio di Dio. Una parabola discendente cupa e violenta. "Un esempio estremo della solitudine che noi tutti proviamo", spiega il regista

L'attore James Franco, classe 1978, arriva al Lido di Venezia nel ruolo di regista per presentare Child of God, cupo film tratto dal romanzo Figlio di Dio dello scrittore Cormac McCharty (già autore di La Strada e Non è un paese per vecchi).  Interpretato da Scott Haze, il film racconta di Lester Ballard, un uomo violento che scende in un vortice di degrado morale e umano, fino a finire a vivere in una caverna, dove porta i cadaveri delle donne che uccide.

"Ho letto il libro e qualcosa mi ha colpito - racconta James Franco, che sottolinea come il romanzo parli di una persona isolata, un tema da lui già affrontato in progetti precedenti. "Non è un film che si occupa di situazioni contemporanee - aggiunge Franco - ma è l'analisi di un personaggio. Non voglio fornire un ritratto empatico di un killer, voglio illustrare un personaggio complesso". Il progetto, spiega, è di raccontare "un esempio estremo della solitudine che tutti proviamo". Parlando poi del personaggio principale Franco lo definisce un "killer tenebroso, ma anche goffo, che ricorda caratteristiche di Charlie Chaplin".

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