George Michael compie 50 anni: tra successi e cadute

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Dall'esplosione con gli Wham agli incidenti e i guai con la giustizia degli ultimi anni, passando per i duetti con i più grandi artisti della scena pop. Il cantautore festeggia il giro di boa lontano dai riflettori. In attesa del ritorno sul palco

Se c'è un augurio da fare per i suoi imminenti 50 anni a Georgios Kyriacos Panayiotou, che il mondo conosce come George Michael, è di riuscire a tenersi lontano dai guai. Un mese fa ha rischiato di morire in un incidente stradale sull'autostrada per Londra: l'amico che guidava ha perso il controllo della macchina e George è finito sull'asfalto rimediando per fortuna solo contusioni e uno stato di shock. A novembre del 2011, durante un tour, è stato ricoverato d'urgenza in Austria per una grave polmonite. Dopo aver ripreso i concerti, contro il parere dei medici, nell'ottobre 2012 ha annullato le date australiane della tournee per problemi di ansia.

Nel 2006 era stato arrestato per possesso di cannabis e guida in stato di ebbrezza e nel 2010, dopo essere finito con la macchina dentro la vetrina di un negozio, si è beccato un'altra condanna e la sospensione della patente. In realtà l'elenco di incidenti di percorso è più lungo, ed è inevitabilmente aperto dal clamoroso episodio del 1998, anno del suo coming out, quando fu arrestato per aver tentato di adescare un poliziotto in borghese, e per giunta della buoncostume, in un bagno pubblico di Beverly Hills. Sempre negli anni '90 era stato protagonista anche di un clamoroso processo contro la casa discografica da cui uscì sconfitto, il che lo portò a una sostanziale interruzione della sua carriera.

Insomma non è che tutto sia filato sempre liscio per George Michael anche se al suo attivo ha qualche centinaia di milioni di album venduti in tutto il mondo, che lo hanno consacrato una delle super star del pop internazionale. Oltre che uno dei migliori interpreti prodotti dalla scena inglese degli anni '80, uno dei pochi in grado di conquistare anche il mercato americano. Il bel George si era rivelato al mondo, insieme all'innocuo amico Andrew Ridgeley, con i Wham, un duo che rileggendo suoni e formule della Motown con l'ottica del pop di quel periodo e' stato uno dei più clamorosi successi degli anni '80. Ovviamente il divo era lui, idolo assoluto delle teen ager. Ma fin da allora ha messo in mostra la sua personalità, sciogliendo la ditta al culmine del successo.

La partenza della carriera solista è stata folgorante: Faith, uscito a metà anni '80, è stato un successo mondiale da 17 milioni di copie (nell'anno di uscita), trainato da I Want Your Sex. Proprio in quel momento, e a ragione George Michael ha cominciato la sua battaglia contro la sua immagine di sex symbol che è ben riassunta nel titolo del suo secondo album, Listen Without Prejudice vol.1 che segna una sua decisa maturazione artistica ma apre le ostilità con la casa discografica che raggiungono l'apice con il processo e gli anni di lontananza dagli studi di registrazione.

Dal 1996 grazie all'album Older la sua carriera ricomincia (nel frattempo aveva duettato con Aretha Franklin, Elton John, Stevie Wonder e fatto un figurone al concerto di Wembley con i Queen per celebrare Freddie Mercury) tra tournee mondiali, riletture di brani famosi (splendida quella di Roxanne), antologie di grande successo, vicende di cronaca e di depressione, polemiche velenose con altri artisti come Morrissey e Boy George, l'impegno in cause sociali (iniziato ai tempi di Do They Know It's Christmas, il singolo inciso da tutte le star del Regno Unito per raccogliere fondi contro la fame in Etiopia che può essere considerato un'anteprima di Live Aid), tournee con qualche problema. Insomma una vita da star ma non proprio un'esistenza serena: chissà se i secondi 50 anni porteranno un po' più di tranquillità.

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