“Che strano chiamarsi Federico”: Scola omaggia Fellini

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Il regista romano ha deciso di rendere un tributo al cineasta attraverso un lungometraggio composto da piccoli quadri della loro cinquantennale amicizia. Un ricordo intenso che ripercorre i luoghi e la vita quotidiana dell’autore di Otto e mezzo

Si intitola Che strano chiamarsi Federico. Scola racconta Fellini ed è dedicato al regista di Amarcord nel ventennale della sua morte. E questo attraverso piccoli quadri della cinquantennale amicizia tra il grande cineasta ed Ettore Scola, che ha deciso in questo modo di rendergli omaggio con un film in lavorazione in queste settimane. "Fellini – spiega lo stesso Scola - aveva un'anima burattinaia, era il ritratto allo stesso tempo di un'Italia esecrabile e adorabile". Sul set dello studio 5 di Cinecittà, c'è la redazione del "Marc'Aurelio", il bar dove l'insonne Fellini approdava la notte con i suoi amici, l'appartamento in cui il giovane Scola leggeva al nonno cieco il Marc'Aurelio e poi c'è la mitica Lincoln di Fellini con cui andava in giro sempre con i suoi amici la notte e il bagno diurno Cobianchi di Roma per rappresentare il racconto di Fellini Ma tu mi stai sentire ragazza dei bagni pubblici Cobianchi?. Tra gli incontri notturni di Fellini e Scola, raccontati nel film, quello con un madonnaro (Sergio Rubini) molto pieno di sé, e con una prostituta simil-Cabiria (Antonella Attili). Il film che mostra oltre questi quadri, filmati editi e inediti ha come attori due nipoti di Scola Tommaso Lazotti (Fellini giovane) e Giacomo Lazotti (Ettore Scola giovane). Fellini anziano è interpretato da Maurizio De Santis; Scola anziano (Giulio Forges Davanzati) mentre Marcello Mastroianni sarà Ernesto D'Argenio.

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