Argo premiato dal sindacato attori. Sale la febbre da Oscar

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Il film di Ben Affleck ha conquistato il titolo di miglior cast nella 19esima edizione del Sag (Screen Actors Guild). Un altro riconoscimento per la pellicola che racconta la storia del salvataggio di alcuni diplomatici statunitensi

Continua trionfale la corsa all'Oscar di Argo, che aumenta sempre più le probabilità di conquistare il premio più ambito, quello come miglior film, alla notte degli Oscar di domenica 24 febbraio (le nomination). Dopo aver trionfato ai Golden Globe, la pellicola di Ben Affleck ha infatto ottuto un altro importante riconoscimento. Alla 19esima edizione dei premi Sag, quelli assegnati dal sindacato degli attori, Argo si è imposto nella categoria regina, il premio riservato al miglior cast, battendo Lincoln e Silver Linings Playbook, nonostante gli attori del film prodotto e diretto da Ben Affleck non abbiano ottenuto nessun premio a titolo individuale. Il film racconta la storia vera del salvataggio di alcuni diplomatici statunitensi rifugiatisi nella residenza dell'ambasciatore canadese a Teheran durante la crisi del 1979 (le foto).

Daniel Day Lewis vince come miglior attore - Il riconoscimento al 'miglior attore' è infatti andato al britannico Daniel Day-Lewis, che ha già in tasca una sfilza di premi per il suo intenso ritratto degli sforzi del presidente degli Stati Uniti, Abraham Lincoln, per abolire la schiavitù e che si conferma il favoritissimo per quello che potrebbe essere il suo terzo Oscar. Jennifer Lawrence è stata invece premiata come migliore attrice per il suo ruolo di una giovane vedova in Silver Linings Playbook, battendo Jessica Chastain, in corsa come agente della Cia nel docu-thriller sulla morte di Osama bin Laden. Entrambe erano già state premiate ai Golden Globe, come miglior attrice protagonista nelle categorie 'commedia' e 'drammatica' (tutti i vincitori) e ripeteranno il duello la serata degli Oscar.

Argo premiato anche dal sindacato dei produttori - Sabato 26 gennaio Argo era stato premiato anche dal sindacato dei produttori, a conferma dell'umore che regna a Hollywood: il dramma degli ostaggi americani durante la rivoluzione islamica sembra piacere più di Lincoln o I Miserabili, entrambi in corsa per la statuetta più ambita all'Academy, quella per il miglior film.

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