Muccino, dopo il flop negli Usa il nuovo film esce in Italia

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Si chiama Quello che so sull'amore il terzo lavoro realizzato in America dal regista italiano, che si difende: "Non è una commedia romantica nell'accezione anglosassone del termine e così non è stato capito dal pubblico"

Arriva nelle sale, giovedì 10, Quello che so sull'amore, il nuovo film di Gabriele Muccino. Terza pellicola girata negli Usa (dopo La ricerca della felicità e Sette anime) è stata stroncato dalla critica americana e anche gli incassi non sono andati bene: solo 13 milioni di dollari. Ma il regista si difende: "Si può parlare di flop quando un film che è costato 120 milioni di dollari ne incassa poi solo 20, ma non è il caso nostro. Quello che so sull'amore ha avuto dei costi molto più bassi, 20 milioni di dollari (ne ha incassati negli Usa 13 mln)". Ma la difesa del regista e del suo film è a tutto tondo. "Il film non è una commedia romantica nell'accezione anglosassone del termine - dice - e così non è stata capito dal pubblico americano". "Questo film - ha sottolineato il regista - è una commedia drammatica, un lavoro sulle relazioni umane con momenti toccanti e valori".

In Quello che so sull'amore la storia di un ex campione di calcio scozzese George Dryer (Gerald Butler), lasciato dalla moglie dopo un tradimento, che cerca di ricucire con lei (Jessica Biel) e con il figlio adolescente raggiungendoli in un sobborgo della provincia americana. Qui l'uomo, che vorrebbe solo maturare e tornare sulla buona strada, diventa, suo malgrado, l'oggetto del desiderio di quasi tutte le mamme dei ragazzini della squadra di calcio che si trova ad allenare. E non parliamo di donne qualsiasi, ma di Catherine Zeta Jones e Uma Thurman sposata con il gelosissimo Dennis Quaid. Ma alla fine del film la redenzione arriva, proprio come accade in una commedia romantica doc.

"Se il film non fosse piaciuto - ci tiene a dire Muccino - non sarebbe neppure uscito. Così funziona in America. E anche la loro indagine scientifica sul passaparola (cinemascore, ndr) ha segnalato un ottimo gradimento. Non è vero che il pubblico l'ha stroncato negli Usa. Questa è una inesattezza". "Come - sottolinea il regista - ho sbagliato a dire che Hollywood è spietata. I miei successi li ho fatti con la Sony e con Will Smith, proprio ad Hollywood". Ma poi riconosce una certa spietatezza: "Mi hanno chiesto si togliere alcune scene. Ed esattamente due scene drammatiche con protagonista Uma Thurman perché, appunto, non rientrava nella loro visione di commedia romantica e così, alla fine ho dovuto, con dispiacere, cancellarle".

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