Woody Allen, il regista dietro le quinte

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Esce il 21 settembre il documentario di Robert B. Weide sul comico e regista di Manhattan. Un viaggio che racconta il suo lavoro e la sua carriera, partendo dagli esordi degli anni '60. Guarda la clip con l'estratto di uno spettacolo del 1963

Da sempre molto riservato sulla sua vita privata e sul suo lavoro, Woody Allen ha lasciato per la prima volta che il suo processo creativo venisse documentato con una macchina da presa. Il filmmaker Robert Weide, vincitore di premi Emmy e nominato all’Oscar, ha seguito per oltre un anno e mezzo la vita di questa leggenda del cinema per realizzare la più completa biografia, Woody, in uscita nelle sale italiane il 21 settembre. "Woody Allen è sempre stato un grande punto di riferimento per me", dice Robert Weide, meglio conosciuto per il lungo lavoro come regista/produttore della serie televisiva Curb Your Enthusiasm. "Ho avuto l’imbarazzo della scelta grazie alla natura prolifica della produzione di Woody. Infatti Woody, nello stesso arco di tempo che io ho impiegato a realizzare questo documentario, ha realizzato tre lungometraggi".

Gli esordi da stand up comedian
- Cominciando dall'infanzia di Allen e dai suoi primi ingaggi professionali da adolescente – quando scriveva barzellette per comici e quotidiani - Woody racconta il percorso della carriera di Allen: dal suo lavoro negli anni '50-'60 come autore televisivo per Sid Caesar, cabarettista, comico e ospite abituale di talk show televisivi, fino a quello di sceneggiatore/regista con una media di un film all’anno per più di 40 anni. Tra i rari materiali messi a disposizione nel documentario anche le prime apparizioni di Woody Allen nella sua attività di stand up comedian nei primi anni sessanta (come nel video visibile qui sopra).

Omaggio a Milano - E in attesa dell'arrivo in sala di Woody, il Milano Film Festival, che si svolge nel capoluogo lombardo dal 12 al 23 settembre, dedica un omaggio al regista di Manhattan raccontando i suoi film a partire dalle colonne sonore. Ospite dell'evento meneghino è infatti Randall Poster, music supervisor di Hollywood, che introdurrà sette classici di Allen raccontandoli soprattutto attraverso le scelte musicali del regista americano.

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