"Addio, Lucio": i funerali domenica 4 marzo a Bologna

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La salma del cantautore arriva in Piazza Grande. Sabato la camera ardente. Il giorno dopo nella basilica di San Petronio saranno celebrate le esequie. Centinaia di fiori e biglietti di fronte alla sua abitazione nel centro storico. LO SPECIALE

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"E se non ci sarà più gente come me, voglio morire in piazza Grande", cantava. E' morto da un'altra parte, perché e così che vanno le cose della vita. Ma la sua piazza, piazza Maggiore a Bologna, quella piazza che lo ha ispirato, riconosciuto e protetto, quella piazza che vedeva ogni mattina dalla sua casa di via d'Azeglio, ha accolto Lucio Dalla come il suo re, il suo simbolo e il suo ambasciatore.
Il feretro è arrivato dalla Svizzera venerdì 2 marzo poco dopo le 18, una commozione composta e generalizzata ha sostituto un clima che di solito è fatto di chiacchiere, passeggiate e aperitivo, perché quelle chiacchiere, quelle passeggiate e quegli aperitivi hanno perso per sempre uno dei suoi protagonisti, forse il più famoso, probabilmente uno dei più sinceri. (Guarda il video)

Sabato 3 marzo alle 9.30 la bara lascerà casa sua e si trasferirà nel cortile d'onore di Palazzo d'Accursio per la Camera ardente. Poche decine di metri, quel tragitto fatto mille volte per prendere un caffe' e regalare un sorriso. Lì riceverà per tutto il giorno l'omaggio dei suoi concittadini.
La sua città, poi, domenica 4 marzo, giorno del suo compleanno, gli aprirà le porte della basilica di San Petronio, l'altro lato, quello religioso, della sua piazza. Difficilmente riuscirà a contenere tutti quelli che vorranno partecipare che troveranno posto sul Crescentone di piazza Maggiore, il rilievo in pietra che di Bologna è da sempre il cuore.
Dalla era un uomo di fede e sarà il suo confessore, padre Bernardo Boschi, a celebrare le esequie, in programma alle 14.30 (per l'occasione è stata fatta slittare alle 18.30 anche la partita del Bologna, di cui era gran tifoso). "Per l'omelia andrò a braccio - ha detto - di lui so tutto. E poi lui non amava le cose convenzionali. Era fantasia pura. Aveva una tale spontaneita' e sensibilità. La Cei, attraverso Alceste Catella, vescovo di Casale Monferrato e presidente della commissione della Conferenza episcopale per la liturgia, ha messo in guardia dal trasformare il funerale in uno spettacolo: "Sero che non vengano messi dischi con le sue canzoni. Dopo di che, noi non abbiamo i carabinieri per andare a impedirlo".

Di sicuro le canzoni risuoneranno per tutto il giorno, da domani, in piazza grazie al maxischermo allestito dal Comune. "Nel cuore dei bolognesi e dei milioni di persone che hanno ascoltato Lucio - ha detto il sindaco Virginio Merola - c'è già una cosa intitolata a lui: noi la chiamiamo piazza Maggiore e nel mondo è 'piazza grande"'.
La sua piazza, nel suo giorno. Domenica, 4 marzo, Lucio Dalla avrebbe compiuto 69 anni e tutti se lo ricordano perché la sua data di nascita è anche il titolo di una delle sue più celebri canzoni. Certo è che il Comune sta già studiando il modo di farlo diventare, ogni anno, un Lucio Dalla-day, una giornata di celebrazione in una città da sempre inzuppata di musica.

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