Monica Vitti, ottant'anni di mito

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Oltre 53 film, protagonista di capolavori della storia del cinema italiano, musa di registi del calibro di Antonioni. Maria Luisa Ceciarelli, questo il suo nome all'anagrafe, festeggia il compleanno in silenzio, lontana dai riflettori

Monica Vitti, l'attrice più amata

Nella storia del cinema ci sono attrici (molte) e icone (pochissime). Monica Vitti fa parte di questa ristretta élite. Compie ottant'anni, in silenzio, lontana dai flash dei paparazzi e dai tappeti rossi dei Festival. Schiva per indole, lo è diventata ancora di più dal 2000, quando si è ritirata dalle scene per problemi di salute.

Ma la lontananza dal set non ha fatto altro che alimentare il suo mito. Lanciata nell'olimpo dei grandi da Michelangelo Antonioni, che la scelse come musa e come compagna. La tetralogia dell'incomunicabilità rimane una delle vette delle cinema italiano: L'avventura (1960), La notte (1961), L'eclisse (1962), Deserto rosso (1964). Quattro ruoli molto diversi tra loro, che fecero scoprire il talento drammatico della Vitti, perfetta protagonista accanto a mostri sacri come Mastroianni e Delon.

L'altra verve, quella comica, venne stimolata da Mario Monicelli che ne La ragazza con la pistola (1968) le disegna il ruolo di una ragazza siciliana che vuole vendicarsi dell'uomo che l'ha disonorata. La commedia all'italiana, monopolio maschile, trovò in lei la perfetta partner. Al punto che si guadagnò il soprannome di "Quinto colonnello", sullo stesso piano di Sordi, Tognazzi, Gassman e Manfredi.

In carriera è stata diretta da molti grandi registi: Risi, Scola, Bunuel, solo per citarne alcuni. E nel 1995 ha vinto il Leone d'oro alla carriera a Venezia. Meritato e seguito da un abbandono delle scene. Qualche anno prima il quotidiano Le Monde pubblicò in prima pagina la notizia della sua morte. La Vitti rispose con un'eleganza tutta sua: "Grazie, mi avete allungato la vita". E le candeline sulla torta, nel mentre, sono diventate ottanta.



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