Wenders porta la danza di Pina Bausch in 3D

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Arriva nelle sale il documentario del regista sulla celebre coreografa tedesca. Un progetto covato da oltre tre anni che ha trovato la sua realizzazione solo grazie alla nuova tecnologia. GUARDA TRAILER E CLIP IN ANTEPRIMA

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Wim Wenders si è convertito al 3D. A spingerlo a questo passo il film Pina, un documentario dedicato a Pina Bausch, la grande coreografa tedesca che ha fondato il teatro danza scomparsa nel 2009 . Il film doveva essere realizzato già due anni fa, ma la morte della Bausch ha obbligato il regista a un ripensamento del progetto: trasformare il film su Pina in un film per Pina. Un omaggio a una delle più importanti innovatrici della danza contemporanea, realizzato utilizzando le coreografie che avevano scelto insieme – “Café Müller”, “Le Sacre du printemps”, “Vollmond” e “Kontakthof” – insieme a immagini e file audio della sua vita privata, e a riprese in 3D di alcuni membri della compagnia Tanztheater Wuppertal che nella primavera del 2010 hanno danzato ricordi personali dell’artista scomparsa, della sua natura meticolosa, critica e appassionata.

La scelta di sfruttare il 3D è venuta a Wenders quando gli U2 presentarono a Cannes il loro film-concerto in 3D. Secondo il regista tedesco, solo così "incorporando la dimensione dello spazio, potevo tentare di portare sul grande schermo il teatro-danza di Pina.” Da quel momento, Wenders ha cominciato a visionare sistematicamente tutti i film in 3D della nuova generazione. E nel 2008, lui e Pina hanno ripreso il loro vecchio progetto e hanno scelto alcune coreografie per il film – “Café Müller”, “Le Sacre du printemps”, “Vollmond” e “Kontakthof” – che sono state inserite nel cartellone della stagione 2009-2010 della compagnia.

Il film verrà presentato in anteprima al Festival del Cinema di Roma e uscirà nelle sale italiane a partire dal 4 novembre. Qui sopra una clip in anteprima del film; qui sotto, invece, il trailer.



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