La guardia di Jacko: Murray chiese di togliere delle fiale

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Testimonianza choc al processo sulla morte di Michael Jackson. Secondo il responsabile della sua sicurezza, il medico personale del cantante lo invitò a rimuovere alcuni medicinali. "I due figli assistettero all'agonia del padre". VIDEO

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Conrad Murray, il medico accusato di aver provocato la morte di Michael Jackson, chiese aiuto alla guardia del corpo del cantante per rimuovere delle fiale vicino al suo letto, una delle quali conteneva "una sostanza bianco latte".
A testimoniare nel processo mediatico al "Dottor Morte" è stato la sua guardia del corpo Alberto Alvarez che ha raccontato le ultime ore del cantante già agonizzante.
"Murray mi ha dato una manciata di fiale e mi ha detto - ha raccontato l'uomo davanti alla Corte di Los Angeles - di metterle dentro una borsa".

Secondo la guardia, Murray gli chiese anche di rimuovere la soluzione salina e metterla in un'altra borsa.
"Mentre la spostava ho notato che dentro c'era una bottiglia con una sostanza bianco latte" ha aggiunto Alvarez facendo capire al procuratore David Walgren che probabilmente si trattava di Propofol.
Intanto mercoledì 28 settembre nella seconda giornata del processo al medico di Michael Jackson altri 'choc' erano stati riservati all'aula già provata dalle terribili foto verità di Jacko' agonizzante e dall'audio della sua voce.

Il capo della sicurezza della pop star, Faheem Muhammed, ha infatti rievocato la scena di due dei tre figlioletti di Jackson che hanno assistito all'agonia del padre e ai tentativi di Murray, di rianimarlo.
All'epoca Prince Michael e Paris avevano rispettivamente 12 e 11 anni; entrambi, ha raccontato il capo della sicurezza, si trovavano sulla soglia della camera mentre il papà era adagiato sul pavimento, circondato da bombole d'ossigeno, con gli occhi aperti e la bocca socchiusa.
"Paris era a terra, in lacrime" mentre Prince era in piedi, "fortemente scioccato" e "piangeva sommessamente". "Mi resi conto che erano in uno stato di panico", ha rivelato Muhammed alla corte. Per questo il capo della sicurezza si avvicinò ai due ragazzi: "gli parlai per un momento, poi chiamai la baby sitter e scendemmo giù. Li portai in un altro posto".
Il medico del cantante, ha anche ricordato Muhammed, "sembrava molto nervoso, sudava e cercava di praticargli la rianimazione cardio-polmonare". Alla domanda se la pop-star sembrasse morto, il capo della sicurezza ha risposto "sì".

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