Venezia 2011: applausi per 'L'ultimo terrestre' di Gipi

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Accolto con favore dalla stampa l'esordio alla regia del disegnatore e fumettista pisano. Che racconta un'Italia distratta e in crisi, così assente da non essere scossa neppure dall'annuncio dell'arrivo imminente degli alieni

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Accolto dagli applausi alla proiezione della stampa de 'L'ultimo terrestre', esordio alla regia del disegnatore e fumettista pisano 'Gipi', ovvero Gian Alfonso Pacinotti.
Il film racconta un'Italia distratta, amorale, violenta, in crisi economica e così assente da non essere scossa neppure dall'annuncio ripetuto dell'arrivo imminente degli alieni.

Protagonista un uomo solo, chiuso nella sua faccia buffa e dura, Luca Bertucci (Gabriele Spinelli). Trentenne barista in un Bingo, con lo sguardo assente e problemi di relazione, specie con le donne, abbandonato dalla madre da piccolo ("quella femmina maledetta"). Ogni tanto va a trovare il padre contadino in campagna (Roberto Herlitzka), un uomo mite che sembra non abbia ancora superato l'abbandono della moglie, e ha come amico e confidente un trans che fa la vita di strada.

E gli alieni che stanno per arrivare? Un problema marginale. C'è chi pensa che porteranno via il lavoro come gli extracomunitari e chi immagina una loro funzione angelica.
Nel film - prodotto dalla Fandango in collaborazione con Rai Cinema e Toscana Film Commission e liberamente ispirato al romanzo a fumetti 'Nessuno mi farà male' di Giacomo Monti (edizioni Associazione Culturale Canicola) - gli alieni sono rappresentati come dei buffi pupazzi dai grandi occhi e sembrano avere una funzione giudicatrice, come nel giudizio universale.

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